Il governo riduce a tre mesi la proroga per le polizze catastrofali

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’esecutivo, dopo aver valutato le diverse istanze provenienti dal mondo produttivo, ha deciso di modificare il proprio orientamento in materia di coperture assicurative obbligatorie contro gli eventi naturali estremi, riducendo a soli novanta giorni la dilazione precedentemente ipotizzata. La nuova bozza del decreto Milleproroghe, approvata in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 4 dicembre 2025, fissa infatti al 31 marzo 2026 il nuovo termine per la stipula, un arco temporale che – seppur rappresenti un alleggerimento immediato degli oneri – appare notevolmente più contenuto rispetto alle attese di molte associazioni di categoria. Queste ultime, tra le quali Confesercenti Rimini ha espresso una posizione particolarmente netta, avevano invece sollecitato un’estensione dell’esonero a tutte le micro e piccole imprese, sottolineando come la congiuntura economica richiedesse maggiore respiro per adempiere a un obbligo che comporta costi non trascurabili.

La differenziazione tra i settori

La norma, la cui formulazione ha subito diverse revisioni, introduce una distinzione fondamentale tra le imprese. Per una parte di esse, genericamente identificate come micro e piccole, la proroga è confermata fino al 31 marzo dell’anno prossimo. Tuttavia, per specifiche categorie – che includono gli esercenti la somministrazione di alimenti e bevande, come bar e ristoranti, e le attività del settore della ricettività turistica – il percorso è stato più articolato. Una versione precedente del provvedimento, varata dal Cdm l’11 dicembre dello scorso anno, aveva contemplato uno slittamento più ampio degli obblighi, originariamente previsti per la fine del 2025 dall’articolo 1 del decreto legislativo di riferimento. Quel testo, come evidenziato da varie fonti, è stato poi emendato, generando una frammentazione dei termini che rischia di complicare il panorama degli adempimenti.

Il contesto normativo e gli altri provvedimenti

Parallelamente a questa vicenda, l’Inps ha avviato una misura di razionalizzazione procedurale, istituendo il cosiddetto ravvedimento operoso per i bonus sul lavoro, che consente ai datori di lavoro di regolarizzare eventuali errori o omissioni nella richiesta delle agevolazioni con una sanzione ridotta. Una manovra, questa, che mira a snellire il contenzioso e a favorire la corretta applicazione delle norme. Sempre in tema di incentivi, è stato reso noto l’elenco dei beneficiari ammessi al “tax credit librerie 2025”, un credito d’imposta destinato a sostenere un comparto, quello editoriale e della vendita al dettaglio di libri, che stenta a riprendersi dopo anni di flessioni. Questi interventi, sebbene settoriali, delineano un approccio governativo volto a calibrare sostegni e obblighi in un equilibrio non sempre facile da raggiungere.

Le reazioni e le prospettive operative

La scelta di limitare la proroga a tre mesi, recependo solo in parte le sollecitazioni delle confederazioni, lascia dunque molte imprese di fronte a una scadenza ravvicinata. La misura, che pure alleggerisce nel brevissimo termine il carico amministrativo e finanziario, impone una programmazione accelerata per assicurarsi entro la primavera prossima. Resta da vedere, nei fatti, come il mercato assicurativo risponderà a questa ondata potenziale di nuove richieste di copertura in un lasso di tempo così ristretto, con possibili ripercussioni sui premi e sulle condizioni contrattuali. La vicenda, al di là dei suoi aspetti tecnici, mette in luce la complessa dialettica tra la necessità di proteggere il tessuto economico dai rischi sistemici – come quelli legati ai fenomeni naturali – e l’esigenza di non gravarlo con costi aggiuntivi in fasi di transizione.

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