Essilux, Leonardo Maria Del Vecchio lascia: «Persi i valori di mio padre»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Leonardo Maria Del Vecchio ha lasciato ogni carica operativa in Essilux, chiudendo il proprio capitolo nella gestione del gruppo fondato dal padre Leonardo Del Vecchio e contestando una direzione societaria ritenuta ormai distante dai valori originari. Il passo indietro del quartogenito del fondatore di Luxottica segna uno strappo che va oltre il rapporto personale con l’azienda: nella lettera inviata al consiglio di amministrazione emergono infatti preoccupazioni sul futuro di EssilorLuxottica e sulle responsabilità di Delfin, la cassaforte che controlla il 32,5% del colosso dell’occhialeria. Una posizione che riporta al centro anche il delicato rapporto tra gli eredi e la gestione dell’impero costruito da Leonardo Del Vecchio, scomparso nel 2022.

Leonardo Maria Del Vecchio e l’addio alla gestione di Essilux

La scelta di Leonardo Maria Del Vecchio assume un significato particolare anche alla luce di una delle frasi attribuite al padre, secondo cui sarebbe stato meglio tenere i figli lontani dalle aziende di famiglia. Il motivo indicato dal fondatore era legato alla difficoltà di separare i rapporti familiari dalle decisioni manageriali: un dirigente può essere licenziato, mentre la presenza degli eredi rende inevitabilmente più complessi gli equilibri. Leonardo Maria aveva rappresentato in parte un’eccezione a questa impostazione, assumendo un ruolo operativo all’interno del gruppo. Il suo addio riporta quindi in primo piano proprio quel nodo tra famiglia, proprietà e gestione che Leonardo Del Vecchio aveva individuato come particolarmente delicato.

La rottura non viene descritta soltanto come una scelta personale. Leonardo Maria Del Vecchio ha contestato una gestione societaria considerata «distante dalle persone» e ha richiamato i valori legati alla figura del padre, spiegando di non riconoscerli più nell’attuale percorso. Dalla lettera inviata al cda di Essilux emerge inoltre una preoccupazione più ampia per il futuro del gruppo. Il tema non riguarda esclusivamente l’andamento della capitalizzazione di Borsa, indicata in calo del 50% rispetto ai massimi di novembre scorso, ma coinvolge gli assetti e le scelte che possono incidere sulla società costruita attorno all’eredità industriale di Luxottica.

EssilorLuxottica, Delfin e i timori sul futuro del gruppo

Nel confronto aperto da Leonardo Maria Del Vecchio torna anche il ruolo di Delfin, la cassaforte lussemburghese che detiene il 32,5% di EssilorLuxottica. Non è la prima volta che il figlio del fondatore richiama le «responsabilità» della holding, legata a un gruppo che la famiglia ha sempre definito intoccabile. Le preoccupazioni indicate riguardano anche i rischi di una possibile svendita del gruppo, la pressione francese e l’interesse statunitense citati tra gli elementi che accompagnano il dibattito sul futuro di Essilux. Il nuovo strappo rende così ancora più rilevanti gli equilibri interni a Delfin e il modo in cui le diverse posizioni potranno riflettersi sulle decisioni che riguardano le partecipazioni della holding.

La tensione interessa infatti anche il cosiddetto risiko bancario, nel quale Delfin viene indicata come una protagonista decisiva. Lo strappo di Leonardo Maria Del Vecchio apre quindi un ulteriore interrogativo sui rapporti all’interno della famiglia e sulla capacità della cassaforte di muoversi in una fase già segnata da equilibri difficili. La vicenda di Essilux si inserisce inoltre in una dinamica già osservata in altri grandi gruppi italiani e internazionali, dove gli eredi hanno scelto di prendere le distanze dall’impero familiare per differenze di visione o di gestione rispetto ai padri fondatori. Nel caso Del Vecchio, però, il passaggio coinvolge direttamente il gruppo simbolo dell’eredità industriale del fondatore e una holding centrale negli assetti finanziari della famiglia.

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