Borse europee in attesa, Milano frena nonostante il lieve rialzo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno chiuso la seduta del 10 settembre in ordine sparso, riflettendo una fase di marcata indecisione degli investitori, i quali, pur in presenza di alcuni segnali positivi, hanno preferito adottare una strategia attendista. L’indice di Milano, seppur in territorio positivo con un +0,12%, ha mostrato una sostanziale staticità, un comportamento condiviso da Parigi, che ha segnato un +0,15%, mentre Francoforte ha ceduto lo 0,39% e Londra ha chiuso in calo dello 0,2%. Ben più negativa è stata la performance di Amsterdam, crollata dell’1,68%, in netto contrasto con il vigoroso rimbalzo di Madrid, che ha guadagnato l’1,21%.

L’atmosfera di generale stallo, che ha caratterizzato gran parte delle contrattazioni, è imputabile all’elevato numero di dossier incerti che gravano sull’orizzonte economico. Gli operatori, infatti, sono concentrati sulle prossime mosse delle banche centrali, in particolare della Federal Reserve, il cui prossimo meeting è atteso con ansia per la settimana entrante. Circola con sempre maggiore insistenza l’ipotesi di un intervento monetario particolarmente aggressivo, un cosiddetto "maxi taglio" dei tassi di interesse che potrebbe arrivare a toccare i 50 punti base, una mossa che, se confermata, segnerebbe una svolta significativa nella politica monetaria statunitense.

In attesa della Fed, anche la Banca Centrale Europea è sotto i riflettori, con il suo consiglio direttivo in programma per l’11 settembre; gli analisti, tuttavia, si aspettano prevalentemente un mantenimento dello status quo, un nulla di fatto che contribuisce a alimentare la cautela. A complicare ulteriormente il quadro macroeconomico, che già deve fare i conti con le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e con il conflitto in Ucraina, si aggiungono i recenti sviluppi che vedono coinvolta la Polonia, dove l’abbattimento di droni russi nello spazio aereo – dunque nel territorio della Nato – ha riacceso timori di un’escalation.

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