Tabacchi, da oggi i rincari colpiscono sigarette ed elettroniche

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A partire da oggi, venerdì 16 gennaio, i fumatori troveranno scaffali e tabaccai mutati nei prezzi, con i primi rincari che hanno iniziato a concretizzarsi in maniera tangibile per effetto delle nuove regole fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, infatti, ha dato esecuzione agli incrementi disposti dal Governo, un intervento che segna soltanto l’avvio di un percorso di progressivo inasprimento delle accise destinato a proseguire, senza soluzione di continuità, fino al 2028. Le misure, che interessano una gamma ampia di prodotti del tabacco e non solo, sono state pianificate con l’obiettivo di incrementare le entrate per l’erario, il quale vedrà confluire nelle proprie casse, già nel solo corso di quest’anno, circa novecento milioni di euro aggiuntivi.

I nuovi listini e gli effetti immediati per i consumatori

Tra i primi prodotti ad essere coinvolti dall’adeguamento ci sono le sigarette del gruppo Morris, per le quali è stato disposto un aumento che, toccando in alcuni casi i trenta centesimi per pacchetto, porta il costo di marche popolari come le Marlboro a sfiorare la soglia dei sei euro e ottanta. Accanto a queste, risultano interessate dal rincaro anche altre marche, tra cui Chesterfield, Merit, Diana e Muratti, con una variazione di prezzo che si fa sentire in modo sensibile sulla spesa quotidiana di molti. L’intervento legislativo, approvato ormai quasi tre settimane fa, non si limita però alle sole “bionde” tradizionali, estendendo la propria incidenza anche ai sigaretti, al tabacco trinciato e persino ai liquidi per le sigarette elettroniche, oltre che ai prodotti da inalazione senza combustione, in un disegno omogeneo di tassazione.

La struttura degli aumenti previsti fino al 2028

La Manovra, come anticipato, delinea un aumento progressivo dell’importo minimo fisso delle accise che grava sui tabacchi lavorati, un meccanismo che evita quindi un aggiornamento una tantum ma distribuisce l’onere su un arco temporale di tre anni. Questa scelta, se da un lato attenua l’impatto immediato per il bilancio famigliare dei consumatori, dall’altro rende strutturale e prevedibile l’incremento dei prezzi al dettaglio, con gli esercenti che dovranno adeguarsi periodicamente ai nuovi parametri. Il gettito complessivo atteso dall’operazione, nel suo sviluppo pluriennale, è stimato in quindici miliardi di euro, una cifra ingente che dimostra la portata finanziaria della misura e il suo ruolo nella copertura di spesa pubblica.

Il contesto europeo e le riflessioni in ambito sanitario

Mentre in Italia si dà esecuzione a queste disposizioni, a livello comunitario prosegue il dibattito sull’opportunità di inasprire ulteriormente la pressione fiscale sui prodotti da fumo, una discussione che spesso viene accompagnata, in sede nazionale, da proposte di estendere il concetto di “tassa sui vizi” anche ad altre merci considerate nocive per la salute. I medici ambientalisti, tra gli altri, hanno avanzato l’ipotesi di allargare il perimetro della tassazione, sebbene le riflessioni di politica sanitaria rimangano sullo sfondo rispetto all’immediata operatività dei rincari che, di fatto, modificano le abitudini di acquisto e il mercato legale dei tabacchi, orientando parte della domanda verso scelte differenti o verso canali di approvvigionamento alternativi.

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