Guerra, l’Ucraina colpisce i porti russi tra Baltico e Mar Nero: “Così fermiamo Mosca”
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Redazione Esteri
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Non c’è solo il fronte interno, dove le bombe continuano a cadere su Zaporizhia e Merefa, a dire il governo ucraino che intende resistere. Nell’ultima tornata di attacchi, le forze di Kiev hanno esteso il raggio delle loro operazioni fino a toccare due bacini marittimi strategici per la Russia: il Mar Nero, già teatro di duri scontri navali, e il Baltico. Un’azione coordinata che ha preso di mira petroliere e navi militari, secondo quanto riferito dagli stessi rappresentanti ucraini, i quali hanno definito questa strategia come l’unica via per costringere Mosca a fermare la propria offensiva. Nel dettaglio, le esplosioni hanno danneggiato il porto di Primorsk – sul Baltico – innescando un incendio che ha distrutto infrastrutture petrolifere; contestualmente, le raffinerie di Tuapse e Perm, rispettivamente nel Mar Nero e nel cuore della Russia europea, sono state colpite e sono andate a fuoco, risultando ormai completamente fuori uso.
Droni su Mosca e un grattacielo colpito: il sindaco Sobyanin conferma l’abbattimento di otto velivoli
Mentre Kiev rivendicava i danni alle strutture energetiche, la capitale russa subiva una nuova incursione aerea. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha reso noto – attraverso l’agenzia Tass – che almeno otto droni sono stati abbattuti mentre sorvolavano la città. «I servizi di emergenza stanno lavorando sul luogo in cui sono caduti i detriti», ha precisato Sobyanin, aggiungendo che uno dei velivoli ha centrato un grattacielo. Non si registrano, fortunatamente, feriti tra la popolazione. Resta però l’eco delle esplosioni udite in diversi quartieri, un segnale che la guerra, iniziata con l’invasione russa dell’Ucraina, ormai viaggia su due direzioni: da una parte l’attacco sistematico alle infrastrutture civili ucraine, dall’altra la risposta asimmetrica di Kiev, capace di portare la minaccia sempre più in profondità nel territorio nemico.
Missili su Merefa: quattro morti e sedici feriti, tra loro una bambina di 12 anni a Zaporizhia
Le conseguenze più drammatiche della controffensiva russa si sono viste, ancora una volta, nelle regioni orientali dell’Ucraina. Un attacco missilistico contro la città di Merefa, nell’oblast di Kharkiv, ha provocato la morte di almeno quattro persone e il ferimento di altre sedici. Lo ha dichiarato il governatore Oleg Synegubov, specificando che le vittime – uomini tra i 50 e i 63 anni, donne tra i 41 e i 52 anni – avevano tutti un’età compresa tra questi intervalli. Poco prima, sempre nella giornata di ieri, il capo dell’amministrazione militare di Zaporizhzhia, Ivan Fedorov, aveva segnalato un incendio provocato da un bombardamento nemico, con diversi feriti tra cui una bambina di 12 anni. «È l’ennesima prova della violenza indiscriminata», ha dichiarato Fedorov citato da Rbc-Ucraina, senza però aggiungere ulteriori particolari sui minori coinvolti.
Zelensky a Erevan: «Faremo il possibile per una pace dignitosa», l’Ue stanzia 90 miliardi per droni e difesa
Sul piano diplomatico, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scelto il vertice della Comunità Politica Europea a Erevan, in Armenia, per tracciare un bilancio degli incontri bilaterali. «L’Ucraina sta facendo il possibile per concludere il conflitto in modo dignitoso», ha scritto su X, aggiungendo che il primo giorno di negoziati è stato dedicato alla coordinazione con i partner europei. Tre, secondo Zelensky, i compiti chiave sul tavolo. Intanto, da Bruxelles arriva un segnale concreto: un nuovo pacchetto da 90 miliardi di euro, definito «fondamentale» dal presidente ucraino, servirà a rafforzare la cooperazione industriale nel settore dei droni e della difesa. Nessuna ipotesi, nei suoi discorsi, su una possibile tregua imminente; piuttosto, la consapevolezza che Mosca – e il presidente Putin – dovranno presto scegliere tra guerra e diplomazia. Parole che, di fatto, lasciano intendere come il conflitto non abbia ancora raggiunto una svolta, e come entrambe le parti continuino a colpirsi a distanza, tra razzi, petroliere in fiamme e grattacieli squarciati da droni.




