Record di astensionismo nelle elezioni iraniane

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le recenti elezioni parlamentari in Iran, tenutesi il 1° marzo, hanno registrato un tasso di partecipazione del 41%, il più basso dalla rivoluzione islamica del 1979. Questo dato, annunciato dal governo iraniano, conferma una tendenza all'astensionismo che ha caratterizzato anche le elezioni legislative del 2020, quando il tasso di partecipazione fu del 42,57%.

Risultati delle elezioni

I risultati ufficiali delle elezioni sono stati resi noti il 4 marzo dal centro elettorale nazionale. Nonostante le due ore extra concesse agli elettori in diverse città, tra cui Teheran, l'affluenza alle urne si è fermata intorno al 41% su 61 milioni di aventi diritto al voto. Questo dato rappresenta l'affluenza più bassa mai registrata alle legislative dalla Rivoluzione islamica del 1979.

Vittoria dei conservatori

Nonostante l'astensionismo record, la vittoria dei conservatori sembra quasi scontata. Questo risultato riflette la scarsa popolarità di cui gode il regime, come dimostrato dalla mancata partecipazione di molti cittadini alle urne.

Appelli all'astensione

Numerosi candidati moderati o riformisti hanno lanciato appelli all'astensione prima del voto, contribuendo a creare un clima di disaffezione verso il processo elettorale. Questo scenario ha contribuito a rendere queste elezioni le più caratterizzate da un'affluenza negativa da record, la più bassa dal 1979, quando l'Iran divenne una repubblica islamica sciita, ispirata dalla legge coranica.

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