Assemblea generale Onu, Pezeshkian accusa Usa e Israele: “Siamo vittime del terrorismo”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Si è aperta la seconda giornata dell'ottantunesima sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dopo l'avvio dei lavori di ieri segnato dal discorso fiume di Donald Trump. Il presidente americano ha rivendicato i risultati ottenuti dalla sua amministrazione sul piano interno e internazionale, citando il ruolo degli Stati Uniti nella risoluzione di otto conflitti nel mondo e promuovendo l'iniziativa del Consiglio di pace proposta da Washington.

Lo scontro in aula tra Pezeshkian e la delegazione americana

Il momento di maggiore tensione della giornata è arrivato con l'intervento del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha esordito mostrando le fotografie delle vittime dei raid americani e israeliani. Tra le immagini esibite, quelle di oltre centocinquanta bambini uccisi nei primi giorni della guerra nel bombardamento della scuola di Minab e quella dell'ayatollah Ali Khamenei, la Guida suprema assassinata. «Ieri Trump ci ha definiti terroristi.

Noi siamo vittime del terrorismo», ha dichiarato Pezeshkian dallo scranno dell'Assemblea, aggiungendo che l'Iran non ha fatto altro che difendersi e che non ha mai colpito popolazioni civili.

Le parole del presidente iraniano hanno provocato l'immediata reazione della delegazione statunitense, che ha lasciato l'aula poco dopo l'inizio del discorso. Un rappresentante americano è stato visto alzarsi, voltarsi verso il podio e uscire dalla sala. Pezeshkian ha poi risposto alle minacce di Trump del giorno precedente, quando il presidente americano aveva evocato la possibilità di «annientare» la Repubblica islamica in assenza di un accordo per porre fine al conflitto in corso da quasi sette mesi.

«Non abbasseremo mai la testa né piegheremo il ginocchio», ha replicato il presidente iraniano, precisando tuttavia di credere nella diplomazia per tentare di chiudere la guerra.

Zelensky, Al Sharaa e Milei attesi sul podio

Nel corso della stessa giornata è previsto l'intervento di Volodymyr Zelensky, che nelle ore precedenti aveva annunciato l'intenzione di portare davanti all'Assemblea la questione di come raggiungere la pace in Ucraina attraverso uno sforzo congiunto. Il presidente ucraino parteciperà anche a una riunione del Consiglio di sicurezza dedicata al tema del mantenimento della pace e della sicurezza nel suo Paese.

A seguire prenderanno la parola il presidente siriano Ahmed Al Sharaa, che nel suo intervento ha rivendicato la ricostruzione dei legami internazionali di Damasco dopo anni di isolamento, e l'argentino Javier Milei, che dovrebbe insistere sulla rivendicazione della sovranità argentina sulle isole Malvinas e sulla necessità di non regolamentare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.

Il quadro della settimana di alto livello

La sessione di quest'anno, presieduta dal bangladese Khalilur Rahman, si svolge sotto il tema «Restaurare la fiducia, gestire la trasformazione: un'Onu che produce risultati per tutti». Il calendario dei lavori prevede, oltre al dibattito generale in corso, una serie di incontri dedicati a questioni specifiche.

Il 23 settembre è in programma una riunione di alto livello sull'azione climatica e la transizione giusta, convocata dal segretario generale António Guterres, che ha aperto i lavori richiamando la necessità di porre fine ai combattimenti, garantire l'accesso umanitario e proteggere i civili.

Nella stessa giornata si celebra il quarantesimo anniversario della Dichiarazione sul diritto allo sviluppo, adottata dall'Assemblea generale nel 1986. Il giorno successivo i riflettori si sposteranno sull'innalzamento del livello del mare, mentre il 25 settembre è previsto un incontro sulle lezioni tratte dalla pandemia di Covid-19. La sessione si chiuderà il 29 settembre con una plenaria dedicata alla giornata internazionale per l'eliminazione totale delle armi nucleari.

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