La primavera dell’arte tra affreschi e giardini, tornano le giornate Fai con palazzi e collezioni private aperti in tutta Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Saranno oltre settecentottanta i luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti che apriranno le porte al pubblico in questo fine settimana, sabato 21 e domenica 22 marzo, per la trentaquattresima edizione delle Giornate Fai di Primavera. L’iniziativa, che dal 1993 mobilita migliaia di volontari con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico italiano, si presenta quest’anno con un calendario fittissimo di aperture distribuite in quattrocento città, spaziando da ville storiche a complessi religiosi, da palazzi istituzionali a collezioni d’arte privata. Tra le novità di questa edizione, un itinerario tematico dedicato agli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi permetterà di visitare luoghi legati alla memoria del santo in otto regioni, dal Santuario di San Donato a Ripacandida, in Basilicata, al Bosco di San Francesco ad Assisi, bene del Fai che custodisce al suo interno un’opera di Michelangelo Pistoletto.

Guardando al Nord Italia, la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di aperture, centoquarantasei per l’esattezza, e tra queste spiccano alcune mete di particolare pregio architettonico. A Vimercate, i volontari della delegazione locale guideranno i visitatori alla scoperta di Palazzo Trotti, residenza storica del Seicento, e del Giardino di Villa Sottocasa, un esempio di verde all’italiana che raramente viene aperto al pubblico. Poco distante, nel basso Lodigiano, l’attenzione si concentrerà su Casalpusterlengo e Somaglia, dove sarà possibile visitare il castello Cavazzi e alcune chiese del territorio, tra cui quelle dei Santi Bartolomeo Apostolo e Martino Vescovo, a testimonianza di una ricchezza artistica diffusa anche nei centri minori. Ad Agrate Brianza, invece, i riflettori si accenderanno sulla Collezione Bontempi, un insieme di opere raccolte per volontà di un maestro che ha voluto condividere la propria passione per l’arte.

Non mancano le aperture spettacolari in altre regioni, a partire dall’Alto Adige dove il Fai propone un vero e proprio viaggio nel tempo tra le mura di Castel Wendelstein, a Bolzano: un antico maniero le cui strutture sono oggi inglobate tra la chiesa dei Cappuccini e un edificio scolastico, e al cui interno si conservano affreschi e reperti che spaziano dall’epoca romana fino ai giorni nostri. A Merano, invece, sarà il Teatro Puccini, recentemente rinnovato, ad aprire le sue porte per svelare non solo la sala ma anche i retroscena di uno dei simboli culturali della città del Passirio, con visite guidate che si alterneranno nelle due giornate. In questo contesto, l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli, intervenuto alla conferenza di presentazione, ha sottolineato come l’evento rappresenti un’occasione virtuosa per riscoprire il patrimonio, aprendo luoghi straordinari che abitualmente non sono accessibili e invitando i cittadini a conoscere la storia dei territori, sentendosi parte attiva di un impegno volto a custodire l’identità culturale.

L’organizzazione dell’evento, che gode del patrocinio del Ministero della Cultura e della collaborazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, si basa su una macchina complessa alimentata da settemilacinquecento volontari delle delegazioni Fai e da diciassettemila Apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole secondarie che dopo una formazione specifica accompagnano i visitatori nei percorsi di visita, raccontando la storia e le peculiarità dei beni. Tra le aperture più curiose di questa edizione si segnalano, a Napoli, lo Stadio Maradona, dove sarà possibile accedere al terreno di gioco e percorrere il cosiddetto Miglio Azzurro, e a Bari il Teatro Margherita, unico esempio in Europa di edificio costruito su palafitte, che dopo i recenti restauri si potrà apprezzare in tutta la sua particolare struttura. A Roma saranno visitabili ambienti solitamente non accessibili come il Palazzo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, progettato da Cesare Bazzani nel 1912, e il Palazzo della Cancelleria, primo grande esempio di architettura rinascimentale nella capitale e oggi sede di tribunali ecclesiastici.

Un patrimonio diffuso tra ville, castelli e itinerari verdi

L’offerta delle Giornate Fai non si limita ai soli edifici storici, ma si allarga a comprendere anche aree naturalistiche, giardini e percorsi paesaggistici. A Genova, ad esempio, sarà possibile visitare la Lanterna, il faro più alto del Mediterraneo e monumento simbolo della città, mentre in Puglia il Giardino storico di Villa Sgariglia a Grottammare, progettato nel Settecento come luogo di contemplazione, aprirà eccezionalmente le sue cancellate. Per gli appassionati di mobilità dolce, sono previste anche quaranta biciclettate organizzate in collaborazione con la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, per scoprire il territorio in modo lento e sostenibile. In questo mosaico di aperture, ogni città e ogni piccolo borgo offre un tassello di quella che il presidente del Fai Marco Magnifico ha definito una festa collettiva intitolata al patrimonio culturale, un megafono per raccontare l’impegno quotidiano della Fondazione che, dal 1975, acquisisce, restaura e valorizza beni culturali e paesaggistici di ogni tipo e dimensione. I visitatori, con un contributo libero, potranno così accedere a dimore private, castelli, chiese e laboratori artigiani, contribuendo al contempo a sostenere le attività di tutela e i restauri che il Fai porta avanti sui settantacinque beni di cui cura la gestione.

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