Tornano le Giornate Fai di primavera, aperture in tutta Italia tra palazzi e borghi nascosti
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Redazione Interno
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Saranno settecentottanta i luoghi del patrimonio culturale e paesaggistico italiano che sabato ventuno e domenica ventidue marzo apriranno eccezionalmente le loro porte in quattrocento città, nell’ambito della trentaquattresima edizione delle Giornate Fai di Primavera, l’evento di piazza che il Fondo per l’Ambiente Italiano organizza ormai dal lontano millenovecentonovantatré. L’iniziativa, com’è noto, punta a far scoprire agli italiani – ma anche ai turisti stranieri che in questo periodo dell’anno cominciano a tornare numerosi – angoli poco conosciuti del Paese, siti solitamente inaccessibili o semplicemente ignorati dalla maggior parte delle persone, e lo fa grazie al lavoro di settemilacinquecento volontari e di ben diciassettemila Apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole secondarie che i loro docenti hanno formato appositamente per raccontare le bellezze che li circondano.
Una festa della bellezza che attraversa la Penisola
L’edizione di quest’anno presenta un ventaglio di aperture che spazia dalle ville nobiliari ai palazzi pubblici, dalle chiese ai castelli, e persino alcuni luoghi insoliti come lo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, dove i visitatori potranno osservare da bordo campo il terreno di gioco e percorrere il cosiddetto Miglio Azzurro, oppure la Lanterna di Genova, il terzo faro più antico del mondo, le cui prime testimonianze scritte risalgono al milleduecentoventotto. A Roma, tra gli altri, sarà visitabile il Palazzo della Cancelleria, primo grande esempio di architettura rinascimentale nella Capitale e sede di alcuni tribunali ecclesiastici come la Sacra Rota, mentre a Milano la Torre Libeskind, edificio progettato dall’architetto statunitense Daniel Libeskind e costruito tra il duemilaquindici e il duemilaventi, aprirà riservatamente agli iscritti Fai.
Un omaggio a San Francesco a ottocento anni dalla morte
Tra le novità di questa edizione spicca un itinerario dedicato a San Francesco d’Assisi, nel ricorrere degli ottocento anni dalla sua morte, con aperture selezionate in otto regioni che valorizzano la figura e l’eredità spirituale e culturale del santo patrono d’Italia. In Basilicata, a Ripacandida, si potrà visitare il Santuario di San Donato con l’adiacente Giardino storico di San Francesco, soprannominato la piccola Assisi lucana e decorato con affreschi cinquecenteschi, mentre in Lombardia, a Caravaggio, il Complesso francescano di San Bernardino mostrerà ai visitatori un prezioso ciclo di affreschi raffigurante la Passione di Cristo. In Umbria, a Montefalco, sarà possibile entrare nel Convento di San Fortunato, che custodisce affreschi rinascimentali di Benozzo Gozzoli e, nel bosco circostante, suggestive grotte con un oratorio sotterraneo di epoca paleocristiana.
Le aperture nelle regioni, dalla Sicilia al Piemonte
In Sicilia, dove saranno sessantacinque i luoghi aperti, l’attenzione si concentrerà a Palermo su Porta Nuova e la Real Scuderia di Palazzo dei Normanni: per la prima volta verrà mostrata attraverso immagini video la struttura lignea seicentesca della grande cuspide e del lanternino terminale, e verrà proposta una nuova modalità di visite accessibili per consentire la fruizione anche a persone con disabilità visive, grazie alla collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e con la Stamperia Regionale Braille di Catania. A Catania sarà invece possibile scoprire il Criptoportico del Giardino Bellini, spazio ipogeo solitamente inaccessibile immerso nella pietra e nel silenzio, mentre a Messina, dopo lunghi anni di restauro, torna finalmente visitabile il Monastero Benedettino San Placido Calonerò, che offre una delle più sorprendenti vedute dello Stretto. In Piemonte, a Torino, aprirà il Palazzo di Città, sede del Municipio, con ambienti riccamente decorati come la Sala del Sindaco – eccezionalmente accessibile – la Sala dei Marmi e la Sala del Consiglio, oltre all’Opificio delle Rosine, storica istituzione cittadina nata nel millesettecentocinquantasei per sostenere l’emancipazione femminile attraverso la formazione e il lavoro autonomo.
Dai borghi toscani all’artigianato romagnolo
Le visite, come sempre, si svolgeranno con contributo libero, e le donazioni raccolte durante l’evento serviranno a sostenere la missione di tutela del patrimonio del Fai e a finanziare interventi di restauro sui beni che la Fondazione ha in cura, ormai settantacinque in tutta Italia, dei quali una sessantina regolarmente aperti al pubblico.




