Banco Bpm e Unicredit, il Tar del Lazio decide il 10 giugno sulla sospensiva della Consob

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La battaglia per il controllo di Banco Bpm, dopo mesi di manovre finanziarie e scontri tra istituti, approda nelle aule giudiziarie. Il Tar del Lazio, chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dall’istituto di Piazza Meda, ha fissato per il 10 giugno l’udienza sulla richiesta di sospensione della delibera Consob che ha bloccato per trenta giorni l’offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da Unicredit. Una mossa, quella dell’autorità di vigilanza, dettata dalla necessità di valutare gli effetti del decreto Golden power del 18 aprile, che introduce nuovi vincoli sulle operazioni strategiche.

Banco Bpm, guidato da Giuseppe Castagna, ha sollevato il caso davanti al giudice amministrativo dopo che il ricorso d’urgenza presentato al monocratico era stato respinto. L’obiettivo è chiaro: ridurre l’incertezza che grava sul titolo in Borsa, dove le quotazioni di Bpm hanno registrato oscillazioni significative negli ultimi giorni, e accelerare i tempi di un’operazione che, seppur complessa, potrebbe ridisegnare gli equilibri del settore bancario italiano.

La Consob, spesso accusata di eccessiva cautela nelle vicende che coinvolgono le grandi banche, ha invece mostrato una reazione decisa applicando per la prima volta in modo stringente le norme sul Golden power. Il provvedimento, che ha congelato l’Ops fino al 20 giugno, mira a garantire che l’eventuale acquisizione rispetti i criteri di stabilità finanziaria e controllo pubblico, soprattutto in un momento in cui le operazioni di fusione tra grandi player sono sotto la lente del governo.

Intanto, i mercati continuano a scrutare ogni sviluppo. Gli investitori, ben consapevoli che il rischio di un’annullamento dell’offerta potrebbe far crollare le aspettative, hanno premiato Bpm in attesa del verdetto del Tar. Ma al di là delle fluttuazioni di Piazza Affari, ciò che emerge è uno scontro non solo tra banche, ma tra tempi della finanza e tempi della politica. Se Unicredit punta a chiudere l’operazione nel più breve tempo possibile, le autorità – Consob in testa – sembrano intenzionate a prendersi tutto lo spazio necessario per evitare sorprese.

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