Addio a Sandro Giacobbe, la voce di "Signora mia" si spegne a 75 anni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si è spento, dopo una lunga e tenace resistenza, Sandro Giacobbe, cantautore la cui voce e le cui melodie hanno accompagnato un'epoca. La morte, sopraggiunta nella sua casa di Cogorno, in provincia di Genova, pone fine a un decennio di lotta contro una malattia che non ha mai scalfito, secondo le testimonianze di chi gli era vicino, la sua proverbiale serenità. Autore di brani che sono diventati parte della colonna sonora collettiva italiana, Giacobbe deve la sua fama principalmente a "Signora mia", canzone che, oltre a conquistare il pubblico radiofonico, trovò immortale collocazione nel film "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto" di Lina Wertmüller. Il suo percorso artistico, che lo vide anche piazzarsi al terzo posto al Festival di Sanremo del 1976 con "Gli occhi di tua madre", si caratterizzò per una cifra melodica e testuale capace di scavare nelle emozioni comuni, regalando successi che oltrepassarono i confini nazionali.
I funerali e gli ultimi saluti a Chiavari
Le esequie dell'artista si terranno martedì 9 dicembre, come reso noto dalla famiglia, nella cattedrale di Nostra Signora dell'Orto a Chiavari. Prima della cerimonia funebre, che avrà inizio alle ore 15, sarà possibile rendere omaggio alla salma presso la cappella Maggiore del Seminario della stessa città, dove da lunedì sarà allestita la camera ardente. Questo spazio aprirà le sue porte a quanti, tra amici, conoscenti e appassionati, desiderino dare un ultimo saluto a colui che, con la sua musica, ha segnato un pezzo degli anni Settanta e Ottanta. Un addio organizzato nella sua Liguria, regione alla quale era profondamente legato e dove ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, lontano dai riflettori ma non dal ricordo dei suoi sostenitori.
Il ricordo e l'eredità di un artista solare
In queste ore, mentre la notizia della scomparsa si diffonde, sui social network e nei media si moltiplicano i tributi e le citazioni delle sue canzoni più celebri, a dimostrazione di un affetto che il tempo non ha eroso. Particolarmente evocativa, tra i tanti messaggi di cordoglio, risuona la frase che gli era abituale e che i suoi cari ora ricordano: "Ovunque vado porto il sole". Un'espressione che, riferiscono, incarnava il suo approccio alla vita, persino durante il periodo più difficile della malattia. Un'anima solare, la sua, che ha saputo trasmettere, attraverso composizioni ora malinconiche ora lievi, una certa idea di sentimento popolare, diretto e sincero, lontano dalle sperimentazioni più estreme ma radicato in una tradizione cantautorale di ampio respiro.
Una carriera tra musica e cinema
La carriera di Sandro Giacobbe, sebbene non costellata di una produzione sterminata, si è impressa nella memoria collettiva grazie a poche, ma indelebili, opere. Il legame con il cinema di Wertmüller, che scelse "Signora mia" per una delle pellicole più iconiche del periodo, rappresentò un punto di svolta, proiettando il brano al di là delle mere classifiche di vendita e trasformandolo in un fenomeno culturale. Quella canzone, come altre della sua produzione, seppe catturare lo spirito del tempo, trattando temi universali con un linguaggio accessibile e melodie che si fissano nell'ascoltatore. Il suo stile, riconoscibile, ha influenzato una generazione di musicisti e ha continuato a trovare nuovi ascoltatori anche negli anni successivi, al di là della sua minore presenza sulle scene.




