Mediobanca in forte calo dopo i conti trimestrali
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Redazione Economia
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Le borse europee chiudono in calo, con l'EuroStoxx 50 che perde il 2% e il FTSEMIB di Milano che segna un -2,1%. Tra i settori più colpiti, quello delle materie prime arretra del 3,6%. In questo contesto, Mediobanca emerge come il titolo peggiore del listino, con una perdita dell'8% dopo la pubblicazione dei dati trimestrali. Nonostante una crescita significativa delle commissioni, aumentate del 29% a 231 milioni di euro, i ricavi si sono attestati a 864,6 milioni di euro, lievemente sotto le attese degli analisti che avevano previsto 884 milioni. L'utile netto del trimestre, pari a 330 milioni di euro, è risultato superiore al consenso degli analisti, ma non è bastato a evitare il crollo del titolo in Borsa.
La divisione wealth management di Mediobanca, che comprende Mediobanca Premier, private banking e asset management, ha registrato una raccolta netta positiva di 2,6 miliardi di euro, raddoppiata rispetto allo stesso periodo del 2023. Questo risultato è stato trainato da una significativa quota di prodotti della casa, che rappresentano circa il 50% della raccolta della rete. Tuttavia, il calo delle attività di trading e la riduzione del contributo di Generali hanno pesato sui risultati complessivi.
A Piazza Affari, al termine della seduta, il titolo Mediobanca ha chiuso con una perdita dell'8,1%, attestandosi a 14,31 euro. Anche altri titoli hanno registrato cali significativi: Prysmian ha perso il 4%, mentre Amplifon e Brunello Cucinelli sono entrambe scese del 3,8%. In controtendenza, STM ha segnato un aumento dell'1,3%.
La performance negativa di Mediobanca, nonostante i risultati trimestrali solidi, riflette le aspettative deluse degli analisti e il contesto di mercato sfavorevole, caratterizzato da un generale calo dei settori principali.




