Borsa Milano dimezza il calo, Ferrari corre con i conti trimestrali

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Borsa di Milano, dopo un avvio particolarmente debole che l'aveva vista scivolare fino all'1,6%, è riuscita a contenere le perdite nel corso della seduta, dimezzando di fatto il proprio disallineamento negativo. L'indice Ftse Mib, che aveva toccato i minimi intorno a 42.538 punti, ha mostrato un parziale recupero, attestandosi su un calo dello 0,82% in prossimità dei 42.888 punti, un movimento che, seppur rimanendo in territorio negativo, segnala una certa capacità di reazione da parte del listino dopo le forti pressioni vendite iniziali. A trainare questa timida rimonta, che si inserisce in un quadro generale di diffusa incertezza sui mercati finanziari globali, è stato principalmente il vigoroso balzo in avanti dell'azionario di Ferrari, il cui andamento ha parzialmente compensato i pesanti cedimenti registrati in altri settori, dall'industria alle banche, i quali continuano a gravare sull'indice principale.

Il traino di Ferrari e il rimbalzo di Campari

A distinguersi in positivo, in una giornata peraltro segnata da un evidente sentiment di risk-off, è stata senza dubbio Ferrari, la cui quotazione ha guadagnato oltre il 2,4%, una performance che gli ha permesso di conquistare la vetta del paniere. Questo slancio, il quale ha fornito un contributo fondamentale alla riduzione del deficit dell'indice, arriva a seguito della pubblicazione dei conti trimestrali, i quali hanno evidenziato un utile netto in rialzo del 2%, giunto a 382 milioni di euro, e ricavi che hanno raggiunto 1,766 miliardi, segnando un incremento del 7% su base annua. Accanto al cavallino rampante, ha mostrato segnali di vitalità anche Campari, il cui titolo ha proseguto il proprio rimbalzo con un aumento dell'1,63%, recuperando così una parte dello scivolone patito nella sessione precedente, scivolone che era stato innescato dal sequestro, disposto dalle autorità, di azioni per un valore vicino a 1,3 miliardi di euro alla società lussemburghese Lagfin, azionista di riferimento, nell'ambito di un'inchiesta per presunta evasione fiscale.

Le performance negative e il contesto macro

Se da un lato alcuni titoli hanno offerto resistenza, dall'altro il listino si è presentato quasi interamente in rosso, con diverse maglie nere che hanno pesantemente influenzato la dinamica complessiva. Buzzi si è confermato il peggior performer, cedendo oltre il 3,4%, seguita da Prysmian, in calo del 2,54%, e da Stellantis, che ha perso più del 2%. A loro si sono aggiunte le flessioni di Stm e di Leonardo, le quali hanno contribuito a mantenere il tono generale del mercato depresso. Questo clima ribassista, che ha portato l'indice a invertire i modesti rialzi della seduta di lunedì, riflette una ricalibrazione delle posizioni da parte degli operatori, i quali stanno valutando la nuova ondata di risultati societari in un contesto macroeconomico ancora carico di incertezze, le quali alimentano una volatilità di fondo.

La situazione degli spread e dei titoli di Stato

Nel contempo, lo spread tra i titoli di Stato italiani e il bund tedesco ha mostrato un ampliamento, salendo a 75,3 punti base, un movimento che si è accompagnato a un calo generalizzato dei rendimenti obbligazionari nell'area euro. Il rendimento del Btp decennale italiano, in particolare, ha registrato una diminuzione di 1,2 punti, assestandosi al 3,39%, mentre quello del corrispettivo tedesco è sceso di 2,3 punti, portandosi al 2,64%; in flessione anche il rendimento francese, che ha ceduto 1,1 punti, attestandosi al 3,43%. Tra gli altri titoli, hanno mostrato una leggera cautela al rialzo Terna, Enel e Snam, le quali si muovevano in territorio positivo in attesa della pubblicazione dei loro bilanci trimestrali.

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