Tribunale di Milano, il Ministero risponde a Roia: “Organico potenziato con 183 funzionari”

Tribunale di Milano, il Ministero risponde a Roia: “Organico potenziato con 183 funzionari”
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Ministero della Giustizia ha replicato alle accuse del presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, che nei giorni scorsi aveva denunciato un “drastico taglio” del personale amministrativo, arrivando a ipotizzare una riduzione delle udienze e un allungamento dei tempi processuali, con particolare riguardo ai procedimenti per violenza di genere.

In una nota diffusa ieri, il dicastero di via Arenula ha rivendicato un significativo incremento della dotazione organica del comparto Funzioni Centrali, disponendo un ampliamento della pianta organica del Tribunale meneghino di 183 posti di Funzionario dei Servizi Giudiziari (ex AUPP), 13 posti di Tecnico di Amministrazione, un posto di Funzionario Contabile e 23 posti di Operatore Giudiziario.

Il quadro normativo e i numeri del potenziamento

L’intervento trae origine dal d.P.R. 21 novembre 2025, n. 189, successivamente completato dal decreto ministeriale del 23 giugno 2026, che ha rideterminato le piante organiche del personale amministrativo non dirigenziale degli uffici giudiziari. L’Amministrazione ha inoltre annunciato un imminente ulteriore scorrimento della graduatoria relativa al concorso per 2.600 unità nell’area degli assistenti.

Il Ministero ha tenuto a precisare che il quadro delle scoperture è destinato a evolversi anche in relazione alle procedure interne di progressione tra profili attualmente in corso, che consentiranno una parziale redistribuzione delle risorse disponibili, e che la posizione dirigenziale dell’ufficio risulta regolarmente coperta.

Le rinunce e il nodo del costo della vita

La nota ministeriale affronta anche il fenomeno delle mancate prese di servizio, che hanno caratterizzato le recenti assegnazioni. Dei circa 1.000 candidati che non hanno preso servizio a fronte delle 2.600 assunzioni previste a livello nazionale, circa 600 erano lavoratori già impiegati nell’Amministrazione della giustizia nell’ambito dei progetti PNRR, i quali, nelle more dello scorrimento della graduatoria, sono stati stabilizzati in profili dell’Area dei Funzionari.

Il Ministero riconosce che, come evidenziato dall’ISTAT, il costo della vita è più alto nelle città del Nord e questo inevitabilmente si riflette sulla decisione dei vincitori di concorso di non accettare l’assegnazione negli uffici giudiziari del territorio.

Le posizioni del presidente Roia e della Gip

La replica del Ministero giunge dopo che il presidente Roia, insieme alla dirigente amministrativa Federica Fiordalisi e alla presidente dell’ufficio Gip, Ezia Maccora, aveva inviato una lettera al ministro Carlo Nordio per rappresentare le conseguenze del decreto ministeriale. Secondo i vertici del Tribunale, a Milano è stato assegnato “un contingente di personale pari a 891 dipendenti a fronte delle 1127 unità previste dalla precedente pianta organica, operando una riduzione di circa il 21%”.

Roia aveva spiegato che, già prima dell’attuazione del decreto, il Tribunale presentava una scopertura di circa il 42%, con circa 617 persone effettivamente in servizio e una scopertura del 30%.

Le conseguenze sui servizi giudiziari

Nel corso della conferenza stampa al Palazzo di Giustizia, il presidente Roia aveva sottolineato che “in questa situazione, mi sento di dire che siamo in grosse difficoltà ad assicurare non solo gli obiettivi del Pnrr ma anche a mantenere alcuni servizi essenziali”. Il riferimento era in particolare ai reati di Codice Rosso e al settore dell’immigrazione, dove Milano vanta il maggior numero di procedimenti pendenti in Italia, circa 23mila, esattamente la metà del carico complessivo del Tribunale.

La presidente Maccora aveva aggiunto che le difficoltà si ripercuoteranno principalmente sui tempi del processo: “Meno tempo dura il processo prima si arriva all’accertamento, mentre dovendo allungare i tempi non avremo forse quelle risposte positive che abbiamo ora”.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.