Ford sceglie gli Usa per la sfida elettrica, tra le regole di Trump e il mercato globale
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Redazione Economia
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Mentre l’amministrazione Trump ribadisce la necessità di riportare la produzione automobilistica negli Stati Uniti, frenando al contempo la corsa all’elettrificazione, Ford ha deciso di muoversi su un doppio binario. Da un lato, ha accolto l’invito a localizzare gli impianti in patria, annunciando un investimento da 2 miliardi di dollari per riconvertire lo stabilimento di Louisville, in Kentucky. Dall’altro, però, ha confermato la sua strategia sui veicoli a zero emissioni, puntando su modelli più accessibili e su un metodo di produzione innovativo.
Jim Farley, amministratore delegato del colosso di Detroit, ha svelato i dettagli di un piano che, nel complesso, vale 5 miliardi di dollari. "Nessuno ha mai costruito un’auto in questo modo", ha spiegato durante un incontro con i dipendenti dello stabilimento di Louisville, riferendosi alla nuova piattaforma modulare per veicoli elettrici. Il sistema prevede la realizzazione separata delle sezioni anteriore, centrale e posteriore, assemblate solo in fase finale. Un approccio che, secondo Farley, ridurrà i costi e semplificherà la produzione.
Al centro della strategia c’è un pick-up elettrico di medie dimensioni, in arrivo nel 2027 al prezzo di circa 30.000 dollari, pensato per competere con i modelli a combustione interna. A questo si aggiungeranno altri quattro veicoli, tutti sviluppati con la stessa piattaforma. Una mossa che mira a contrastare l’egemonia cinese nel settore, senza rinunciare a un posizionamento aggressivo sul mercato globale.




