Foro Italico, la nuova Supertennis Arena cambia la geografia del tennis romano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Manca meno di un mese al via degli Internazionali Bnl d’Italia – l’edizione 2026 scatterà il 28 aprile per concludersi il 17 maggio – e il Foro Italico si presenta con una veste in parte rinnovata, dove l’elemento di maggiore rottura rispetto al passato è rappresentato dalla nuova collocazione della Supertennis Arena. L’impianto, che lo scorso anno sorgeva accanto allo Stadio dei Marmi, è stato trasferito a ridosso del Centrale, in un’area che costeggia l’ex Ostello della Gioventù lungo Viale delle Olimpiadi. Una scelta, questa, dettata dalla volontà di creare una maggiore integrazione tra i vari campi di gioco: con una capienza di tremila spettatori e una struttura dall’architettura poligonale a sviluppo progressivo, l’arena – progettata per avvicinare il pubblico all’azione – diventa ora parte integrante del cuore pulsante della manifestazione.

A caratterizzare l’edizione imminente, però, non è solo lo spostamento di questa struttura. Il Foro Italico, da sempre considerato un monumento più che un semplice complesso sportivo, cerca di bilanciare l’innovazione tecnica con il rispetto del contesto storico e monumentale in cui è immerso. I ventuno campi complessivi – diciannove all’interno del parco e due sul Lungotevere – vengono così organizzati attorno a tre poli identitari che vanno a definire una nuova geografia del torneo. Oltre al Centrale, che resta il simbolo indiscusso, la Grand Stand Arena è stata ripensata rispetto alle precedenti edizioni, mentre la nuova Supertennis, appunto, si pone come il grande esperimento di quest’anno: un tentativo di aumentare la densità delle emozioni, permettendo al pubblico di vivere le partite in una cornice più raccolta e funzionale, senza soluzione di continuità rispetto al palcoscenico principale.

Se il presente si gioca sulla riorganizzazione spaziale per l’edizione 2026, lo sguardo delle istituzioni – e di Sport e Salute in particolare – è proiettato già oltre. La Giunta capitolina ha infatti dato il via libera alla proposta di delibera per la riqualificazione architettonica e funzionale dello stadio Centrale, un provvedimento che ora attende solo il definitivo vaglio dell’Assemblea Capitolina. L’intervento, definito dallo stesso sindaco Roberto Gualtieri come una leva di rigenerazione urbana strategica, prevede un salto di qualità notevole: i posti a sedere saliranno fino a dodicimilacinquecento, verranno realizzate quattro terrazze panoramiche affacciate sul Tevere e sul parco per un totale di duemila metri quadrati, e soprattutto sarà installata una copertura – tra parte fissa e parte mobile – che trasformerà l’impianto in una struttura polifunzionale utilizzabile per tutto l’anno. Un’operazione che non si limita al mero ampliamento volumetrico, ma che punta a rendere l’area fruibile 365 giorni l’anno, superando la logica del “contenitore” utilizzato solo per le due settimane di tennis.

A sostenere questo percorso è una visione che vede nel Foro Italico non solo un luogo di sport ma uno spazio urbano da restituire alla città. Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute, ha sottolineato come l’obiettivo sia trasformare un impianto oggi attivo solo per brevi periodi in una struttura viva e sostenibile, capace di attrarre investitori internazionali e di ospitare – oltre al tennis – concerti, spettacoli ed eventi di varia natura. Il progetto, che si inserisce in un piano più ampio di sistemazione monumentale e paesaggistica degli spazi esterni, prevede anche un potenziamento dell’accessibilità con nuovi ascensori panoramici e corpi scala metallici, oltre a un significativo aumento dei posti auto nell’area compresa tra Viale dei Gladiatori e Via Roberto Morra.

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