Fermato l’uomo che ha aggredito l’ex moglie a martellate sul bus: la donna ancora gravissima
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Redazione Interno
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L’ha inseguita fino a raggiungerla su un autobus in corsa, a Stroncone, in provincia di Terni, dove sabato scorso l’ha colpita più volte alla testa con un martello. La vittima, una donna di 43 anni, è ancora ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale Santa Maria di Terni, dove era stata trasportata d’urgenza con l’elisoccorso. L’aggressore, suo marito – da cui risultava separata –, un operaio di 42 anni di origini marocchine, si è dato alla fuga per due giorni, riuscendo inizialmente a eludere ogni controllo. A tradirlo, alla fine, la sua stessa quotidianità: è stato riconosciuto mentre faceva colazione in un bar, seduto tranquillo, come se nulla fosse accaduto.
Braccialetto elettronico tagliato e fuga nei boschi
L’uomo, Mohamed El Messaoudi (questo il nome emerso dalle indagini), non era certo un ignoto alle forze dell’ordine. Già sottoposto a misure restrittive per precedenti episodi di violenza domestica, indossava un braccialetto elettronico. Dopo l’aggressione sul bus, però, se n’è liberato – lo ha tagliato o rimosso con la forza – ed è sparito nella macchia circostante. I carabinieri lo hanno cercato per quarantotto ore, battendo la zona tra Terni e Stroncone, finché l’uomo non è emerso proprio dove nessuno se lo aspettava: in un locale pubblico, a pochi chilometri dal luogo dell’aggressione. Secondo quanto ricostruito, si nascondeva in un bosco non lontano, uscendone solo per nutrirsi.
Il bar, il caffè e il biglietto dell’autobus
Nel bar dove è stato bloccato, dopo aver ordinato colazione, ha chiesto anche di acquistare un biglietto dell’autobus. Lo stesso mezzo, quello pubblico, sul quale pochi giorni prima aveva quasi ucciso la moglie a martellate. Sono stati i titolari e alcuni clienti a riconoscerlo da una foto sparsa via WhatsApp, scattata durante le ricerche; lo hanno visto entrare, sedersi, bere il caffè con una calma che ha gelato il sangue. Nessuna reazione violenta, nessun tentativo di fuga imbarazzato: si è lasciato avvicinare dai carabinieri senza opporre resistenza, come se quella cattura fosse solo una questione di tempo.
La dinamica dell’aggressione e le indagini
Sull’autobus, sabato scorso, l’uomo ha aspettato il momento in cui la donna era sola o comunque circondata da pochi passeggeri, poi l’ha raggiunta e ha iniziato a colpirla con un martello, riducendola in fin di vita. I rilievi dei carabinieri si sono concentrati sul movente – la separazione, forse l’ennesimo rifiuto – e sulla volontarietà dell’atto: il fatto che avesse il braccialetto elettronico e che abbia scelto di liberarsene dimostrerebbe, secondo gli inquirenti, la premeditazione. L’uomo è ora in stato di fermo, in attesa della convalida e delle successive contestazioni, che vanno dal tentato omicidio aggravato dai legami familiari all’atto persecutorio. La donna, intanto, lotta ancora tra la vita e la morte. Nessun commento ufficiale è arrivato dai legali delle parti, mentre gli inquirenti continuano a sentire i testimoni che erano sul bus e i gestori del bar dove è avvenuta la cattura.




