La fuga di due giorni, il braccialetto rimosso e la colazione al bar: fermato l’uomo che ha aggredito l’ex moglie a martellate sul bus

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il pregiudicato di origini marocchine, quarantadue anni, che sabato scorso ha ridotto la propria ex moglie – quarantatré anni – in fin di vita con ripetuti colpi di martello mentre la donna si trovava a bordo di un autobus a Stroncone, in provincia di Terni, è stato infine bloccato dai carabinieri dopo una latitanza durata due giorni. La vittima, trasportata d’urgenza con l’elisoccorso all’ospedale Santa Maria di Terni, versa ancora in condizioni gravissime, segno evidente della ferocia dell’attacco consumatosi in un luogo pubblico e in piena giornata.

Il braccialetto elettronico e la rimozione prima dell’aggressione

L’indagato, che aveva già alle spalle precedenti episodi di violenza domestica – tutti nei confronti della stessa donna –, era sottoposto alla misura del braccialetto elettronico. Un dispositivo, quest’ultimo, che avrebbe dovuto garantirne il controllo a distanza e prevenire nuovi scatti aggressivi. E invece, poco prima di salire a bordo del mezzo pubblico e scatenare l’attacco, l’uomo ha provveduto a rimuoverselo, eludendo così qualsiasi forma di monitoraggio e lasciando libero corso a un’ira che aveva già trovato sfogo in passato.

Riconosciuto al bar dalla foto sparsa su WhatsApp

La svolta nelle ricerche è arrivata nella mattinata di martedì 12 maggio, quando il fuggitivo è entrato in un bar della zona per fare colazione. Non sapeva, forse, che nel frattempo una sua fotografia – diffusa tramite catene di messaggistica come WhatsApp – era già finita sotto gli occhi dei titolari dell’esercizio e di alcuni clienti, i quali lo hanno prontamente riconosciuto. L’uomo, descritto dai presenti come visibilmente tranquillo, ha persino chiesto di acquistare un biglietto dell’autobus: lo stesso tipo di mezzo, ironia crudele del destino, sul quale pochi giorni prima aveva quasi ucciso la moglie a martellate.

La latitanza nei boschi e la cattura dei carabinieri

Dopo l’aggressione, l’operaio quarantaduenne si era dato alla fuga nascondendosi in un bosco non lontano dal luogo del tentato femminicidio. Una scelta, quella del sottobosco, che gli ha permesso di eludere le prime battute di ricerca. Ma i carabinieri, che hanno coordinato le operazioni senza soluzione di continuità, sono riusciti infine a chiudere il cerchio: l’arresto è scattato poco dopo l’uscita dell’uomo dal bar, con i militari che lo hanno bloccato senza che opponesse particolare resistenza. La salvezza della donna, ricoverata in extremis, resta appesa ai prossimi bollettini medici; mentre per l’aggressore si profilano ora accuse pesantissime, che vanno dal tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai rapporti familiari, alla violazione degli obblighi inerenti al braccialetto elettronico.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.