Biagio Conte, il film su Rai 1 racconta la vita di fratel Biagio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La vita di Biagio Conte, il missionario laico palermitano che abbandonò una famiglia benestante per dedicarsi ai poveri, è diventata un film trasmesso su Rai 1 l'11 ottobre 2026 e disponibile su RaiPlay. Intitolato «Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte», il lungometraggio è diretto da Costanza Quatriglio e interpretato da Alessio Vassallo. La storia ripercorre la scelta radicale di un uomo che fece della fede cristiana e dell'aiuto alle persone emarginate il centro della propria esistenza.
Dalla famiglia benestante alla scelta di vivere tra i poveri
Nato a Palermo il 16 settembre 1963, figlio di imprenditori edili, fratel Biagio crebbe in un ambiente economicamente agiato. A sedici anni lasciò la scuola e cominciò a lavorare nell'impresa di famiglia, ma il benessere materiale non riusciva a soddisfare le sue aspirazioni spirituali. Attraversò una profonda crisi personale che lo spinse ad allontanarsi da casa e a cercare un significato diverso alla propria vita. Nel 1983 si trasferì a Firenze, iniziando un percorso che lo avrebbe progressivamente portato a rinunciare alle sicurezze economiche e alle prospettive professionali offerte dalle sue origini.
Nel maggio del 1990 decise di ritirarsi sulle montagne dell'entroterra siciliano, vivendo da eremita. Successivamente intraprese un pellegrinaggio a piedi verso Assisi, seguendo l'esempio di san Francesco, al quale si sentiva profondamente legato. La sua scomparsa volontaria preoccupò i familiari, che si rivolsero anche alla trasmissione televisiva «Chi l'ha visto?». Fu lo stesso giovane a far sapere di essere partito per una scelta consapevole. Il viaggio rappresentò una svolta nella sua esperienza religiosa, segnata dall'identificazione con la povertà evangelica e dalla volontà di mettere concretamente in pratica gli insegnamenti di Cristo.
Al ritorno nella città natale, inizialmente pensava di partire per l'Africa come missionario. L'incontro con le persone senza dimora che vivevano nei pressi della stazione centrale cambiò però i suoi progetti. Cominciò a frequentare quei luoghi, portando assistenza e cercando soluzioni per chi non aveva un tetto. Nel 1993 fondò la Missione di Speranza e Carità, destinata a diventare un punto di riferimento per l'accoglienza di persone indigenti, migranti e famiglie in difficoltà. Attraverso iniziative pubbliche, proteste e digiuni riuscì a richiamare l'attenzione delle istituzioni sulle condizioni di chi viveva ai margini della società.
La Missione di Speranza e Carità e gli anni dedicati all'accoglienza
L'attività avviata nei pressi della stazione si sviluppò progressivamente in diverse strutture cittadine. Alla sede di via Archirafi si affiancarono la Cittadella del povero e della speranza, nell'ex caserma di via Decollati, e una casa di accoglienza femminile in via Garibaldi, destinata anche alle madri con bambini. Le strutture offrirono ospitalità, pasti e assistenza a centinaia di persone. Il missionario, riconoscibile per il saio e il bastone, partecipava personalmente alla vita quotidiana degli ospiti, condividendone le difficoltà e affidandosi al sostegno dei volontari e dei benefattori.
La sua opera ricevette anche l'attenzione di papa Francesco, che durante la visita a Palermo del settembre 2018 pranzò nella sede storica della Missione. Nel giugno 2022 al religioso laico fu diagnosticato un tumore al colon. Morì il 12 gennaio 2023, all'età di 59 anni, dopo una malattia affrontata accanto alle persone che avevano condiviso il suo percorso. Alla guida dell'organizzazione gli è succeduto don Pino Vitrano, che aveva collaborato con lui e ne aveva seguito da vicino l'attività di assistenza.
Il film, l'anteprima con Mattarella e le parole di Schifani
La trasposizione televisiva è stata realizzata da Anele in collaborazione con Rai Fiction e Rai Com, con la produzione di Gloria Giorgianni. Nel cast figurano anche Donatella Finocchiaro, Giuseppe Spata, Claudia Gusmano, Alessandra Fazzino, Ignacio Paurici, Enrico Roccaforte, Gaetano Aronica e Antonio Catania. La narrazione attraversa Palermo e Assisi, ricostruendo sia il cammino religioso del protagonista sia la nascita dell'opera di accoglienza. Il film è stato presentato in anteprima il 5 ottobre al Teatro Massimo del capoluogo siciliano, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La proiezione ha subito anche un'interruzione a causa di un problema tecnico.
Tra coloro che hanno ricordato il fondatore della Missione figura il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che dopo aver visto la fiction ha raccontato la propria commozione. In particolare, ha richiamato alla memoria uno degli ultimi incontri con il missionario, quando gli disse: «Presidente, mi raccomando gli ultimi». Il governatore ha definito quelle parole un testamento morale e una responsabilità personale e istituzionale. La Regione ha contribuito economicamente alla realizzazione della pellicola, aumentando anche le risorse inizialmente previste dopo alcune polemiche sul finanziamento.
La sera della trasmissione televisiva, un maxischermo è stato allestito nella sede della Missione per consentire a volontari e collaboratori di assistere insieme alla proiezione. Tra i presenti c'erano persone che avevano conosciuto direttamente il protagonista e condiviso con lui gli anni dell'assistenza ai senzatetto. Una religiosa ha raccontato l'emozione di rivedere rappresentati gli inizi di quell'esperienza, mentre don Pino Vitrano ha riferito che diversi spettatori si sono commossi davanti alle immagini del film.
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