Sul cammino di Francesco, la storia vera di Biagio Conte stasera su Rai 1

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un giovane di famiglia agiata lascia i propri averi e la propria casa per dedicarsi a un'esistenza di preghiera, eremitaggio e aiuto ai più poveri. Potrebbe essere la storia di San Francesco d'Assisi, di cui quest'anno ricorrono gli 800 anni dalla morte, e invece si tratta della vita di Biagio Conte, missionario laico siciliano, fondatore della "Missione di Speranza e Carità" di Palermo attraverso la quale ha cercato di rispondere alle drammatiche situazioni di povertà ed emarginazione della gente della sua città natale e degli immigrati.

Il film in onda domenica 11 ottobre

"Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte", il film TV in onda domenica 11 ottobre 2026 su Rai 1, racconta una storia vera: quella di un giovane palermitano che rinunciò a una vita agiata per dedicarsi completamente ai poveri e agli emarginati. Interpretato da Alessio Vassallo e diretto da Costanza Quatriglio, il film ripercorre il percorso umano e spirituale di Biagio Conte, conosciuto come Fratel Biagio, fondatore della Missione di Speranza e Carità di Palermo.

La scelta radicale di un giovane della Palermo bene

Nato in una famiglia di imprenditori edili nella Palermo degli anni Sessanta, Biagio Conte aveva davanti a sé una strada già tracciata: il lavoro nell'impresa paterna, il benessere, una posizione sociale garantita. A sedici anni aveva lasciato gli studi per entrare nell'azienda di famiglia. Ma quella vita non gli bastava. "Mi stordivo con auto di lusso, griffe, belle ragazze", raccontò in un'intervista. "Vestivo solo di grigio o di nero, la mia vita non aveva colori".

Il 5 maggio 1990, a 26 anni, decise di sparire. Non portò con sé documenti, valigie, né un progetto preciso. Lasciò soltanto una lettera ai genitori: «Scusatemi, ma purtroppo non mi avete capito». Si ritirò sulle montagne siciliane, poi partì a piedi verso Assisi. Dormiva dove capitava, mangiava ciò che trovava lungo la strada, chiedeva pane e acqua alle persone che incontrava. La famiglia, non avendo sue notizie, si rivolse a "Chi l'ha visto?". Quasi un anno dopo, Biagio comparve in televisione per rassicurare i suoi: stava bene, era in cammino.

Dalla stazione centrale alla Missione di Speranza e Carità

Tornato a Palermo, Biagio Conte pensava di partire per l'Africa. Ma la sua città gli mise davanti un'altra terra di missione: gli uomini e le donne che dormivano sotto i portici della Stazione Centrale. Cominciò da lì, offrendo una minestra e una presenza. Nel 1991 prese forma il primo nucleo della Missione di Speranza e Carità. Non c'erano strutture, organizzazione, grandi risorse. C'era un uomo che aveva scelto di stare accanto a chi la città tendeva a non vedere.

Nel 1993 arrivò la svolta. Biagio si piazzò con la sua branda davanti all'ex disinfettatoio comunale di via Archirafi e cominciò uno sciopero della fame. Tredici giorni senza mangiare per ottenere quello spazio abbandonato. Alla fine, il Comune glielo concesse. Mancava tutto: acqua, luce, servizi. Ma per Biagio quella rovina era già una casa.

L'eredità di Fratel Biagio

Oggi la Missione di Speranza e Carità accoglie oltre mille persone al giorno in tre centri di accoglienza chiamati "Città della gioia". Dopo la morte di Biagio Conte, avvenuta nel 2023, l'opera è portata avanti da don Pino Vitrano, che ne ha raccolto il testimone indossando il saio verde da missionario.

Nel 2018 Papa Francesco, durante la sua visita a Palermo per ricordare il beato Pino Puglisi, scelse di pranzare con i poveri, i migranti e gli ospiti della Missione. Non fu una semplice tappa del protocollo, ma un gesto dal forte valore simbolico: la Chiesa universale riconosceva in quel luogo una delle periferie evangeliche più significative del Mediterraneo.

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