Biagio Conte, Schifani si commuove davanti al film: "Mi raccomando gli ultimi"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Renato Schifani ha affidato ai social il proprio ricordo di fratel Biagio Conte, poche ore dopo la messa in onda su Rai 1 del film "Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte". Il presidente della Regione Siciliana ha raccontato di essersi commosso guardando la pellicola dedicata al missionario laico palermitano, scomparso nel gennaio del 2023, e di aver rivissuto l'ultimo incontro avuto con lui.
«Presidente, mi raccomando gli ultimi», è la frase che Conte gli rivolse poco prima di morire e che il governatore ha definito il testamento che gli è stato affidato.
Il film e la visione collettiva alla Missione
La fiction, diretta da Costanza Quatriglio e interpretata da Alessio Vassallo nel ruolo del fondatore della Missione Speranza e Carità, è andata in onda in prima serata domenica 11 ottobre, raccogliendo davanti alla tv 2.562.000 spettatori con il 17.7% di share. Alla Missione, dove un maxischermo è stato allestito per l'occasione, la proiezione ha avuto il sapore di una prima condivisa.
«Si rappresenta la vita di fratello Biagio che abbiamo conosciuto sin dall'inizio del suo cammino – ha commentato una suora che ha lavorato al suo fianco – quindi vederlo è anche per noi una gioia, un modo per farlo conoscere anche agli altri». La Regione Siciliana ha finanziato la produzione, una scelta rivendicata dallo stesso Schifani come strumento per custodire e diffondere l'esempio di Conte.
La scelta di lasciare tutto e la nascita della Missione
Nato a Palermo nel 1963 in una famiglia di imprenditori edili, Biagio Conte condusse fino ai ventisei anni un'esistenza agiata, lontana dalle privazioni che avrebbe poi scelto di condividere. Il 5 maggio 1990 lasciò la casa paterna e intraprese un cammino che lo portò fino ad Assisi, sulle orme di san Francesco. Fu quell'esperienza a orientare definitivamente la sua vita: al ritorno nel capoluogo siciliano iniziò a vivere accanto ai senzatetto della stazione centrale, distribuendo pasti e coperte, fino a fondare nel 1991 la Missione di Speranza e Carità.
L'opera, nel tempo, si è articolata in diverse sedi e accoglie persone senza dimora, migranti e famiglie in difficoltà, seguendo un modello basato sulla condivisione e sul reinserimento sociale. Dopo la morte del fondatore, la guida è passata a don Pino Vitrano, cofondatore e compagno di viaggio della prima ora.
Le proteste non violente e lo sciopero della fame del 2018
La biografia di fratel Biagio non è fatta soltanto di accoglienza quotidiana. Nel corso degli anni ha condotto diverse iniziative di protesta non violenta per richiamare l'attenzione delle istituzioni sulle condizioni dei più poveri. Nel gennaio del 2018, dopo la morte di alcune persone senza fissa dimora a Palermo, decise di lasciare la sua missione e di dormire sotto i portici delle Poste centrali di via Roma, dando avvio a uno sciopero della fame che si protrasse per dieci giorni.
Le sue condizioni di salute furono costantemente monitorate dai sanitari del 118, mentre il sindaco di allora, Leoluca Orlando, e diversi volontari si recarono sul posto per convincerlo a desistere. In una lettera aperta alla città scrisse di non riuscire a dormire né a mangiare sapendo che tante persone continuavano a vivere per strada, e lanciò un appello affinché ognuno adottasse un povero, un disoccupato, un senza casa.
Il tumore, la morte e la strada intitolata a Palermo
A fine giugno del 2022 Conte aveva annunciato di essere stato colpito da un tumore al colon. Le sue condizioni si aggravarono progressivamente e morì il 12 gennaio 2023, a 59 anni, in una stanza della Cittadella del povero e della speranza in via Decollati. Ai funerali, celebrati nella cattedrale di Palermo, parteciparono circa diecimila persone. Tre anni dopo, nel gennaio del 2026, il comune di Palermo ha intitolato al missionario laico un tratto di via Tiro a Segno, a pochi passi da dove sorse la prima missione.
«Fratel Biagio ha lasciato un segno indelebile nel tempo e nella coscienza collettiva della nostra comunità», ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla in occasione dell'intitolazione.
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