Biagio Conte, il film su Rai 1 commuove Schifani: le ultime parole

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Renato Schifani si è commosso guardando su Rai 1 il film dedicato a Biagio Conte, il missionario laico palermitano morto nel 2023. Il presidente della Regione Siciliana ha ricordato soprattutto l'ultimo incontro con fratel Biagio, avvenuto poco prima della sua scomparsa, e una richiesta che il religioso gli rivolse personalmente: «Presidente, mi raccomando gli ultimi». Il governatore ha raccontato l'emozione provata davanti alla fiction, riconoscendo in quelle parole un testamento morale e una responsabilità legata al proprio ruolo istituzionale.

Il ricordo del governatore e l'impegno della Regione Siciliana

«Guardando il film dedicato a fratel Biagio, mi sono commosso», ha dichiarato Schifani, ripensando agli incontri con il fondatore della Missione di Speranza e Carità. Il presidente ha ricordato quanto gli avesse insegnato quell'uomo capace di rinunciare a tutto per aiutare chi non aveva nulla. Ha spiegato di considerare il suo messaggio un impegno personale, legato all'attenzione verso le persone che vivono in condizioni di povertà ed emarginazione. La Regione Siciliana ha contribuito finanziariamente alla realizzazione della pellicola, con l'obiettivo dichiarato di custodire e diffondere la testimonianza del missionario.

Il governatore aveva già parlato del proprio rapporto con fratel Biagio durante la presentazione in anteprima del lungometraggio al Teatro Massimo di Palermo, il 5 ottobre 2026. In quell'occasione aveva spiegato che il finanziamento regionale era stato confermato e incrementato nonostante alcune polemiche. Aveva inoltre richiamato le iniziative dell'amministrazione contro la povertà, citando il contributo di solidarietà e la legge «Liberi di scegliere», destinata ad aiutare i giovani ad allontanarsi dai contesti mafiosi. Alla proiezione era presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La storia raccontata da Costanza Quatriglio, da Palermo ad Assisi

Il film «Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte», diretto da Costanza Quatriglio e interpretato da Alessio Vassallo, è stato trasmesso domenica 11 ottobre in prima serata. La fiction racconta la trasformazione di un giovane cresciuto in una famiglia benestante in un uomo deciso a dedicare la propria esistenza ai poveri. La vicenda prende avvio negli anni Novanta, quando il protagonista abbandona la casa paterna e intraprende un percorso di ricerca spirituale che lo conduce fino ad Assisi. Il viaggio rappresenta una svolta nella sua vita e precede il ritorno nella città natale.

Al centro della ricostruzione televisiva c'è anche il rapporto con le persone senza dimora che vivevano nei pressi della stazione centrale di Palermo. Dall'incontro con quella realtà nasce il progetto di accoglienza destinato a diventare la Missione di Speranza e Carità. Il racconto attraversa gli ostacoli affrontati dal fondatore e il coinvolgimento di volontari, religiosi e istituzioni nella realizzazione delle strutture assistenziali. Nel cast figurano anche Donatella Finocchiaro, Giuseppe Spata, Claudia Gusmano, Antonio Catania e Gaetano Aronica. Il lungometraggio, della durata di 107 minuti, è disponibile su RaiPlay.

Le proteste non violente e lo sciopero della fame del 2018

La vicenda del missionario comprende anche numerose iniziative pubbliche contro l'indifferenza verso le persone più povere. Nel gennaio 2018, dopo la morte di alcuni senzatetto nel capoluogo siciliano, fratel Biagio decise di dormire sotto i portici delle Poste centrali di via Roma e intraprese uno sciopero della fame durato dieci giorni. La protesta si svolse proprio nel luogo in cui un uomo senza dimora, Vincenzo, aveva perso la vita a causa del freddo. Il religioso chiese interventi concreti alle istituzioni e invitò le famiglie ad aiutare direttamente le persone in difficoltà.

Al termine del digiuno, fortemente debilitato, il missionario tornò nella struttura di via Decollati per recuperare le forze. Successivamente si ritirò in preghiera in una grotta sulle montagne palermitane. Nel corso degli anni aveva alternato il lavoro di assistenza a forme di protesta pacifica, utilizzando anche lunghi periodi di preghiera per richiamare l'attenzione sulle condizioni di chi viveva per strada. Dopo quella mobilitazione, la Regione finanziò un ampliamento della struttura di accoglienza. Il 12 ottobre 2026, durante la trasmissione televisiva, alla Missione di Speranza e Carità è stato allestito un maxischermo per consentire agli ospiti e ai collaboratori del fondatore di assistere insieme alla proiezione. Tra i presenti c'era don Pino Vitrano, che ha assunto la guida dell'organizzazione.

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