Sul cammino di Francesco, il film su Biagio Conte: la storia del missionario laico che scelse gli ultimi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La storia di fratel Biagio Conte, missionario laico palermitano scomparso il 12 gennaio 2023 a 59 anni, è arrivata sul piccolo schermo con il film tv Sul cammino di Francesco - La vita di Biagio Conte, diretto da Costanza Quatriglio e interpretato da Alessio Vassallo. La pellicola, trasmessa in prima serata su Rai 1 e disponibile on-demand su RaiPlay, ripercorre la vicenda umana di un uomo che, nato negli anni Sessanta in una famiglia di imprenditori edili, ha scelto di abbandonare un'esistenza agiata per dedicarsi interamente ai poveri della sua città.
Il viaggio verso Assisi e il ritorno a Palermo
Il percorso di Biagio Conte inizia con un distacco radicale dalla vita che conduceva. A 26 anni lascia la casa paterna e intraprende un pellegrinaggio a piedi verso Assisi, sulle orme di san Francesco, il modello che avrebbe segnato ogni sua scelta successiva. Durante il lungo cammino, raccontò lui stesso, incontrò diversi poveri che gli riportarono alla mente i volti sofferenti che vedeva nelle strade di Palermo.
L'intenzione iniziale era quella di partire per l'Africa o l'India come missionario, ma qualcosa lo riportò nella città da cui voleva allontanarsi: «Gesù ha voluto che la Missione nascesse proprio nelle strade di Palermo», scrisse.
Nel 1991, al rientro nel capoluogo siciliano, trovò una condizione di forte disagio sociale e povertà. Cominciò a indossare il saio verde e a portare il bastone, assumendo l'aspetto con cui sarebbe diventato noto a livello nazionale, e diede vita alla Missione di Speranza e Carità, un'opera destinata ad accogliere gratuitamente circa mille persone in difficoltà.
Nel corso degli anni il progetto si è articolato in tre strutture: la Missione di via Archirafi, la Cittadella del Povero e della Speranza nell'ex caserma di via Decollati e la Casa di Accoglienza femminile in via Garibaldi. Nella Cittadella, un'ex caserma dell'aeronautica rimasta abbandonata per quarant'anni, il deposito delle armi è stato trasformato in una chiesa, a testimonianza del carattere che Biagio Conte volle imprimere ai luoghi della sua opera.
Le proteste non violente e lo sciopero della fame del 2018
L'impegno di fratel Biagio non si è limitato all'accoglienza. Negli anni ha portato avanti proteste non violente, digiuni e periodi trascorsi a vivere per strada per richiamare l'attenzione delle istituzioni sulle condizioni delle persone più povere. Nel gennaio 2018, dopo la morte di alcune persone senza dimora a Palermo, decise di dormire sotto i portici delle Poste centrali di via Roma e di intraprendere uno sciopero della fame.
«Invito tutti a mettere in pratica il servizio verso il prossimo con un'iniziativa molto bella e cioè quella che ognuno possa adottare un povero, un disoccupato, un senza casa, un disabile, un immigrato, un nucleo familiare», scrisse in un messaggio diffuso durante la protesta. In quei giorni ricevette messaggi di solidarietà dalle più alte cariche dello Stato, dalla Regione e dal sindaco, e la visita dell'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, che gli portò l'eucaristia.
La malattia e la morte nel gennaio 2023
Negli ultimi mesi della sua vita, Biagio Conte ha continuato a occuparsi degli altri nonostante la malattia oncologica che lo aveva colpito. Riccardo Rossi, suo collaboratore ed ex portavoce, ha raccontato che anche durante la chemioterapia il missionario incontrava centinaia di giovani e scout provenienti da tutta Italia, ai quali dava coraggio e metteva in guardia dalle insidie della rete.
«Era sofferente, ma c'era per tutti», ha ricordato Rossi, precisando che fratel Biagio si preoccupava quotidianamente che non mancasse il cibo per i poveri della missione, contattando i volontari per verificare le scorte e confidando nella provvidenza.
Alla sua morte, avvenuta il 12 gennaio 2023, una folla di circa diecimila persone ha accompagnato la salma in processione dal quartiere generale di via Decollati fino alla Cattedrale, dove sono stati celebrati i funerali. L'arcivescovo Lorefice, nell'omelia, ha richiamato la somiglianza con san Francesco, ricordando che a fratel Biagio era stato dato «il triplice dono di vivere da povero, di vivere con i poveri e di vivere per i poveri».
Dopo la sua scomparsa, la Missione di Speranza e Carità ha continuato a operare sotto la guida di don Pino Vitrano, accogliendo senzatetto, migranti e persone in difficoltà e favorendone il reinserimento nel tessuto sociale.
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