Rai, "Sul cammino di Francesco" racconta Biagio Conte: il missionario laico che scelse gli ultimi

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Domenica 11 ottobre, in prima serata su Rai 1, va in onda "Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte". Il film tv, prodotto da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction, è diretto da Costanza Quatriglio, che firma la sceneggiatura insieme a Stefano Rulli, partendo da un soggetto dello stesso Rulli con Giorgianni, Celestino Pietro Pesce, Nicola Campiotti e la stessa regista. Protagonista è Alessio Vassallo, affiancato da Donatella Finocchiaro, Antonio Catania, Alessandra Fazzino e Giuseppe Spata.

La pellicola, della durata di circa cento minuti, arriva a poche settimane dall'anteprima fissata per il 5 ottobre al Teatro Massimo di Palermo, dove è prevista la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Un racconto che parte dalla scomparsa

Il film sceglie un punto di ingresso inconsueto nella biografia di Conte. Quando il giovane palermitano scompare, la famiglia lo cerca anche attraverso la trasmissione "Chi l'ha visto?", e proprio da quell'appello emerge la portata di una decisione radicale: lasciare la casa paterna, l'impresa edile di famiglia e un'esistenza agiata per intraprendere un cammino di ricerca spirituale. Il viaggio lo conduce ad Assisi, sulle orme di Francesco, e poi di nuovo a Palermo, dove comincia a vivere accanto ai senzatetto della stazione centrale.

Da quell'esperienza nasce, nel 1993, la Missione di Speranza e Carità, destinata a diventare uno dei principali punti di riferimento cittadini per chi non ha una casa e per le persone in difficoltà.

La scelta di vivere come gli ultimi

Nato nel 1963 in una famiglia di costruttori edili, Biagio Conte abbandona la scuola a sedici anni e inizia a lavorare nell'azienda di famiglia, ma una profonda crisi spirituale lo porta ad allontanarsi da quel mondo. Dopo un periodo di eremitaggio nelle montagne siciliane e il pellegrinaggio verso Assisi, il ritorno a Palermo segna la svolta: indossa il saio e il bastone, e sceglie di condividere materialmente l'esistenza dei senzatetto. «Biagio Conte ha abbattuto completamente la distanza tra chi aiuta e chi viene aiutato», ha dichiarato Alessio Vassallo.

«È diventato ultimo tra gli ultimi, vivendo con loro e come loro». La Missione, nel tempo, si articola in tre strutture – la sede di via Archirafi, la Cittadella del Povero e della Speranza nell'ex caserma di via Decollati e la Casa di Accoglienza femminile di via Garibaldi – arrivando ad accogliere oltre mille persone al giorno, con pasti caldi, assistenza medica e vestiario.

Il corpo come strumento di protesta

Il film non si limita alla dimensione spirituale e ricostruisce anche il Biagio Conte delle battaglie pubbliche, capace di usare il proprio corpo come mezzo di pressione verso le istituzioni. Scioperi della fame, marce e attese prolungate davanti alle sedi amministrative scandiscono la sua azione per ottenere spazi e risorse da destinare all'accoglienza. «È un racconto di formazione, di come Biagio diventa "fratel Biagio"», ha spiegato Costanza Quatriglio. «La storia di una scelta radicale calata dentro la città reale, con le sue contraddizioni e ferite».

Per entrare nel ruolo, Vassallo ha perso peso, seguendo fisicamente il percorso di un uomo che della propria corporeità aveva fatto un linguaggio.

L'eredità e il centenario francescano

Biagio Conte è morto nel gennaio 2023, a 59 anni, dopo aver convissuto con una malattia oncologica senza mai interrompere la propria dedizione agli ospiti della Missione. La struttura fondata nel 1993 continua oggi la sua attività, portata avanti con il coordinamento di Don Pino Vitrano. Il film è realizzato con il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell'Ottavo Centenario della morte di San Francesco d'Assisi, ricorrenza che cade quest'anno, e si inserisce in un programma di iniziative che attraversa l'intero Paese.

Le riprese hanno toccato Palermo, i luoghi del capoluogo siciliano – dai quartieri popolari alla stazione, dai vicoli del centro al litorale – e alcune località intorno ad Assisi, dove il percorso spirituale di Conte aveva avuto inizio.

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