Xavier Niel diventa primo azionista di Vodafone con una quota del 16,2% rilevata da e
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Redazione Economia
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Il magnate francese delle telecomunicazioni Xavier Niel, fondatore e azionista di controllo del gruppo Iliad, ha messo a segno un'operazione da oltre 5 miliardi di euro che lo trasforma nel principale azionista di Vodafone Group. L’acquisizione, perfezionata attraverso il veicolo d'investimento Vega interamente controllato dalla sua famiglia, riguarda l'intera partecipazione del 16,2% detenuta dal gruppo emiratino Emirates Telecommunications (e&) nel capitale dell'operatore britannico.
Il corrispettivo pattuito ammonta a circa 4,4 miliardi di sterline, equivalenti a 5,1 miliardi di euro o 6 miliardi di dollari, sulla base di un prezzo di 112,5 pence per azione che incorpora un premio significativo rispetto alla chiusura della vigilia, intorno al 13-15%. L'operazione, che porta la quota complessiva di Niel al 18,7% considerando la partecipazione preesistente del 2,5% già in suo possesso, rappresenta una delle mosse più incisive nel panorama delle telecomunicazioni europee degli ultimi anni.
I dettagli dell'operazione e la strategia di Vega
Il veicolo Vega, nato appositamente per ospitare questa partecipazione, ha siglato un accordo vincolante con e& per il rilevo di 3,94 miliardi di azioni ordinarie Vodafone. La transazione, il cui perfezionamento è atteso entro la fine dell'anno e rimane subordinato alle consuete condizioni di closing e alle autorizzazioni regolatorie, prevede che le azioni siano dapprima cedute a tre istituzioni finanziarie in operazioni fuori mercato, per essere poi trasferite a Vega una volta soddisfatti i requisiti normativi.
In una nota ufficiale, Vega ha definito Vodafone "un'opportunità di investimento convincente", sottolineando come il gruppo britannico, dopo un profondo processo di semplificazione e rifocalizzazione sulle attività europee e africane, sia pronto per una nuova fase di creazione di valore.
L'investitore ha ribadito la volontà di assumere il ruolo di azionista di lungo periodo a sostegno del management e del piano industriale, escludendo al contempo, in ottemperanza alla normativa sulle acquisizioni del Regno Unito, l'intenzione di lanciare un'offerta pubblica di acquisto sull'intero capitale della società.
Reazioni del mercato e scenario azionario
L'annuncio dell'ingresso del miliardario d'Oltralpe ha scatenato un rally delle azioni Vodafone sulla Borsa di Londra, dove il titolo ha guadagnato oltre l'11% nella seduta di venerdì, arrivando a toccare picchi del 13%, in scia al premio pagato dall'acquirente rispetto al prezzo di chiusura precedente.
Con l'uscita di scena di e&, che ha contestualmente fatto dimettere il proprio rappresentante dal consiglio di amministrazione di Vodafone, la composizione dell'azionariato del gruppo britannico vede ora Niel in netto vantaggio sugli altri grandi investitori istituzionali come BlackRock, Vanguard e Norges Bank, le cui partecipazioni si attestano tra il 3% e il 5%.
Per il gruppo emiratino, la cessione dell'intera quota, che era stata accumulata a partire dal 2022, rappresenta la naturale evoluzione delle priorità strategiche e consente di monetizzare un investimento realizzando un sostanziale guadagno in termini di valore.
Il profilo di un costruttore di imperi
Classe 1967, Xavier Niel è considerato uno degli imprenditori più influenti del settore in Europa. Dopo aver fondato Iliad nel 1990 e aver rivoluzionato il mercato francese con il marchio Free, ha costruito un gruppo presente in Francia, Italia e Polonia. Attraverso la holding NJJ controlla numerosi operatori internazionali, tra cui Monaco Telecom, Salt in Svizzera, Eir in Irlanda e, più recentemente, ha assunto il ruolo di primo azionista di Tele2 in Svezia.
Con questa operazione, le sue partecipazioni nel settore si estendono a oltre 26 paesi tra Europa e America Latina, coprendo 139 milioni di clienti e generando ricavi annui per circa 24 miliardi di euro.
Tra passato e futuro nel capitale Vodafone
Il magnate francese non è nuovo agli assalti al capitale di Vodafone, avendo già acquistato e successivamente venduto una quota del 2,5% nel 2022; in quell'occasione, aveva sostenuto con forza l'esigenza di un consolidamento del mercato europeo delle tlc.
Il tentativo di fare il bis non si è limitato al solo ingresso azionario: in Italia, Niel ha cercato per due volte di rilevare le attività locali di Vodafone con l'obiettivo di fonderle con la sua Iliad, ma le trattative non hanno avuto esito positivo e la filiale italiana è stata poi ceduta a Swisscom tramite Fastweb.
L'attuale investimento, strutturato come una partecipazione strategica di minoranza, apre tuttavia uno scenario inedito: il magnate transalpino siede ora sul trono di un colosso anglosassone, pronto a esercitare la sua influenza come azionista di riferimento e a portare la sua consolidata esperienza operativa e la sua capacità di stimolare le performance aziendali, come già dimostrato in altre realtà del settore.




