Mercato auto usate in Italia, domanda cresce ma i prezzi calano. Le elettriche arrancano
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Redazione Economia
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L'anno che si è appena concluso ha riservato, per il comparto delle vetture di seconda mano, un quadro dai tratti chiaramente contrastanti, i quali tuttavia, se analizzati con attenzione, delineano una fase di assestamento e di riallineamento dopo i picchi registrati in passato. A fronte di una domanda che ha ripreso a salire, timidamente ma in maniera significativa, l'indicatore del prezzo medio ha infatti invertito la rotta, cedendo terreno e segnando un rilevante passo indietro. Questa divergenza, che a prima vista potrebbe apparire sorprendente, è in realtà il riflesso di una offerta divenuta più ampia e variegata, la quale, sciogliendo i nodi di una disponibilità in precedenza piuttosto strozzata, ha inevitabilmente esercitato una pressione al ribasso sui listini.
Il calo dei prezzi e l'equilibrio ritrovato
L'analisi condotta dalla piattaforma AutoScout24, la quale ha preso in esame le dinamiche di cinque mercati europei tra cui quello italiano, ha certificato una flessione del 3,4% nel valore medio di vendita, sceso a 21.273 euro. Un aggiustamento che, se da un lato attenua la pressione sui bilanci degli acquirenti, dall'altro segnala il ritorno a condizioni di maggiore normalità dopo un periodo di sostanziale asimmetria tra chi compra e chi vende. L'incremento del 2,1% nella richiesta di automobili usate, d'altro canto, dimostra come la fiducia degli italiani in questo canale permanga solida, spinta anche dalla ricerca di un rapporto qualità-prezzo che il mercato del nuovo, per ovvie ragioni, non sempre riesce a garantire. Si tratta di un riequilibrio, insomma, che fotografa una maggiore fluidità degli scambi.
La frenata del segmento elettrico
Ben diversa, e per certi versi preoccupante, appare invece la situazione che riguarda le vetture a batteria, le quali nel 2025 hanno registrato un crollo dell'8,3% nelle vendite dell'usato. Un dato che stride con le ambizioni di transizione ecologica e che pare ascrivibile a diversi fattori concomitanti, tra i quali, senza dubbio, le incertezze legate alla durata delle batterie e alla loro sostituzione, oltre a una rete di ricarica pubblica ancora percepita come non del tutto matura. Nonostante questo, la classifica dei modelli più scambiati vede in testa due Tesla, la Model 3 e la Model Y, seguite dalla citycar Fiat 500e; una graduatoria che, se da un lato conferma il brand di Elon Musk come riferimento quasi indiscusso nel settore, dall'altro non basta a trainare l'intero comparto, il quale fatica a superare una quota di mercato dell'1,3%.
Il confronto con l'Europa e le prospettive
Il contesto italiano, stando sempre allo studio, si distingue nel panorama continentale per aver vissuto la correzione dei prezzi più marcata, un primato che, se può far storcere il naso ai venditori, rappresenta invece un vantaggio concreto per chi è in cerca di un'occasione. Mentre le ibride plug-in mantengono una piccola fetta di mercato pari all'1,5%, il mercato complessivo, con circa seimila passaggi di proprietà al mese per le sole elettriche, dimostra di essere vitale ma in attesa di una spinta decisiva. La crescita del circolante, che gradualmente aumenta il bacino di veicoli disponibili, è un elemento fisiologico che potrebbe, col tempo, contribuire a stabilizzare ulteriormente i listini e ad allargare la scelta per una clientela sempre più attenta al rapporto tra costi e prestazioni.




