Un giorno in pretura, stasera su Rai 3 il caso Nada Cella: la condanna dopo 30 anni

Un giorno in pretura, stasera su Rai 3 il caso Nada Cella: la condanna dopo 30 anni
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Torna questa sera, mercoledì 8 luglio, su Rai 3 l'appuntamento con "Un giorno in pretura". Il programma, storico punto di riferimento del giornalismo giudiziario televisivo, apre la nuova stagione con un caso che ha segnato la cronaca nera italiana: l'omicidio di Nada Cella. La puntata, in onda in prima serata a partire dalle 21.20, ripercorre il processo che si è svolto davanti alla Corte d'Assise di Genova, riportando gli spettatori all'interno dell'aula di giustizia attraverso le immagini autentiche del dibattimento.

Il delitto di Chiavari e il lungo cold case

Era il 6 maggio 1996 quando Nada Cella, una segretaria di 24 anni, venne brutalmente uccisa nello studio del commercialista Marco Soracco a Chiavari, dove lavorava. La giovane fu colpita alla testa con un oggetto contundente mai ritrovato, morendo poche ore dopo a causa delle gravissime ferite riportate. Nonostante le indagini dell'epoca, che portarono a una perquisizione e a un breve periodo di indagini anche per la stessa Anna Lucia Cecere, il caso rimase irrisolto per oltre vent'anni.

La scena del crimine, tra l'altro, subì alterazioni nelle fasi immediatamente successive all'aggressione, complicando ulteriormente il lavoro degli inquirenti.

La svolta del 2021 e il processo

La svolta arriva nel 2021, quando la biologa e criminologa Antonella Delfino Pesce, analizzando gli atti dell'inchiesta per una tesina, riporta alla luce elementi rimasti nell'ombra. La sua intuizione, che portò a riaprire un fascicolo che sembrava destinato all'oblio, convinse la Procura di Genova a riavviare le indagini, concentrandosi nuovamente su Anna Lucia Cecere, ex insegnante che all'epoca dei fatti aveva 28 anni.

Il procedimento, iniziato a febbraio del 2025, si è concluso in primo grado il 15 gennaio 2026 con una sentenza che ha infranto il silenzio di quasi trent'anni: la Corte d'Assise di Genova ha condannato la Cecere a 24 anni di reclusione per l'omicidio.

Le condanne e le reazioni in aula

Nello stesso processo, il commercialista Marco Soracco è stato condannato a due anni di reclusione per favoreggiamento. Secondo la ricostruzione dell'accusa, sostenuta dal pm Gabriella Dotto, il movente dell'omicidio sarebbe da ricercare in un sentimento di gelosia e frustrazione da parte di Cecere, che avrebbe desiderato il posto di lavoro della vittima e una relazione con il datore di lavoro. Se per l'ex insegnante la procura aveva chiesto l'ergastolo, la Corte ha invece escluso l'aggravante della crudeltà.

Dopo la sentenza, la madre di Nada Cella, Silvana Smaniotto, ha commentato con un pianto liberatorio: "Ce l'abbiamo fatta". La cugina della vittima, Silvia Cella, ha definito l'esito un'emozione "stranissima", sottolineando come la giustizia sia arrivata "con trent'anni di ritardo". Soracco, invece, ha dichiarato di non aspettarsi la sua condanna, annunciando che farà appello.

Il racconto in tv

La puntata di stasera di "Un giorno in pretura" ricostruisce fedelmente l'intero iter giudiziario: dalle testimonianze agli interrogatori, dalle arringhe degli avvocati fino alla lettura del verdetto. Il programma, ideato da Roberta Petrelluzzi, offre al pubblico un racconto diretto di un'inchiesta che ha attraversato tre decenni di storia italiana, senza ricorrere a ricostruzioni romanzate ma affidandosi esclusivamente alle parole di magistrati, imputati e testimoni.

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