Il Consiglio nazionale dei commercialisti aggiorna la relazione per l’organo di controllo degli Ets in vista del bilancio 2025

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Redazione Economia Redazione Economia   -   C’è una scadenza che si avvicina per gli enti del Terzo settore, ed è quella che riguarda l’approvazione del bilancio d’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025; in tale contesto, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec) ha messo a punto, con la pubblicazione ufficiale del 5 maggio 2026, l’aggiornamento del modello di relazione che l’organo di controllo collegiale – ove previsto – deve presentare all’assemblea degli associati o, nel caso delle fondazioni, all’organo a questi equivalente. Il documento, che rappresenta ormai un appuntamento annuale per i professionisti del settore, non si limita a offrire uno schema formale: contiene al suo interno anche la relazione di monitoraggio e l’attestazione di conformità del bilancio stesso alle linee guida dettate dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali con il decreto del 4 luglio 2019.

Destinatari e finalità della relazione

Sebbene i destinatari primari dello scritto siano gli associati e i membri dell’organo equivalente delle fondazioni, la portata del testo finisce per estendersi ben oltre, raggiungendo di fatto tutti gli stakeholder – si pensi ai finanziatori, alle istituzioni pubbliche o anche ai semplici cittadini – che intendano verificare se l’attività dell’ente sia legittimata da un punto di vista comportamentale e gestionale. In altre parole, la relazione serve a certificare la credibilità dell’Ets, e lo fa attraverso un esame che non coincide con una revisione legale completa dei conti, bensì con un controllo sintetico sulla corretta redazione del documento contabile; l’organo di controllo deve qui riferire non solo sull’osservanza della legge e dello statuto, ma anche sull’adeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili adottati dall’ente.

Le novità per le imprese sociali e il bilancio sociale

Un arricchimento significativo di questa edizione 2026 riguarda l’inclusione di schemi dedicati alle relazioni sul bilancio sociale delle imprese sociali, predisposti tenendo conto delle disposizioni del decreto legislativo n. 112 del 2017 e dello stesso decreto ministeriale del 2019. Va però segnalata una particolarità: non è stato predisposto uno schema di relazione specifico per il bilancio d’esercizio delle imprese sociali, e la ragione è essenzialmente tecnica. Questi enti, a differenza degli Ets puri, possono assumere forme giuridiche molto diverse tra loro – si va dalle società di capitali fino alle associazioni non lucrative – e per questo motivo il Cndcec ha lasciato ai sindaci delle imprese sociali la facoltà di adattare gli schemi già elaborati per le società di capitali non quotate, un’indicazione operativa che evita pericolose forzature normative.

Il quadro normativo e i doveri di vigilanza

Il modello pubblicato si inserisce in un quadro più ampio, aggiornato di recente anche dalle “Norme di comportamento dell’organo di controllo degli enti del Terzo settore” diffuse dal Consiglio nazionale lo scorso 18 febbraio 2026. Tali norme, che hanno aggiornato la versione del dicembre 2020, definiscono in modo organico i doveri di vigilanza: si va dalla verifica del perseguimento delle finalità civiche e solidaristiche fino al controllo sul sistema del *whistleblowing* interno, passando per la corretta tenuta della contabilità. La relazione che verrà presentata in assemblea – e che si basa sulla specifica norma 7.1 di quel documento – rappresenta quindi l’atto conclusivo di un’attività di vigilanza che deve essere proporzionata alla dimensione e alla complessità dell’ente, ma che non può mai prescindere dalla trasparenza nei confronti dell’opinione pubblica.

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