Slalom maschile, l’Italia perde Vinatzer e Sala nella bufera: Saccardi stupisce ed è in top-10
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Redazione Sport
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La nevicata che si è abbattuta sulla pista Stelvio di Bormio, rendendo il manto sempre più insidioso e la visibilità un optional, non ha risparmiato le speranze azzurre nella prima manche dello slalom speciale valido per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Quello che si preannunciava come un’impresa titanica per Alex Vinatzer e Tommaso Sala, chiamati a compiere una rimonta podio contro i pronostici e contro uno statunitense Atle Lie McGrath a dir poco scatenato con il pettorale numero uno, si è trasformato in un pomeriggio amaro per i due alfieri italiani. Il tracciato, reso ancor più tecnico dalla neve fresca e farinosa che continuava a cadere senza sosta, ha spezzato le gambe e le ambizioni dei nostri portacolori: Vinatzer, nel tentativo di spingere a fondo per recuperare il terreno perso sui settori iniziali, ha finito per commettere un errore fatale che lo ha portato all’uscita di pista, mentre Sala non è mai riuscito a trovare la chiave giusta per interpretare una linea ormai scomparsa, chiudendo con un ritardo che lo ha escluso di fatto dalla lotta per le posizioni che contano. Una debacle annunciata, verrebbe da dire, per un movimento maschile che fatica a trovare continuità tra i pali stretti, se non fosse che a risollevare l’onore di una squadra apparsa in balia degli eventi ci ha pensato un nome che fino a poche ore fa era sconosciuto ai più: Tommaso Saccardi.
La sorpresa Saccardi, un emiliano sotto la neve di Bormio
Convocato praticamente alla vigilia, chi lo avrebbe mai detto che il classe 2001 di Lesignano de' Bagni, parmense doc cresciuto sciisticamente sulle nevi dell'Appennino tosco-emiliano dai genitori maestri, avrebbe dovuto caricarsi sulle spalle il peso di una nazionale intera? Partito con il pettorale numero 37, quando la pista era ormai un colabrodo solcato da decine di sci e la nevicata aveva raggiunto la sua massima intensità, Saccardi ha infilato una manche pulita, reattiva e tecnicamente precisa -2. Nessuno si aspettava che un debuttante assoluto in una rassegna a cinque cerchi, lui che in Coppa del Mondo aveva assaporato l’atmosfera della 3Tre di Madonna di Campiglio senza mai concludere una prova, potesse districarsi con tale lucidità in un frangente così proibitivo -2-7. La sua sciata, fluida e senza tentennamenti, gli ha permesso di rosicchiare secondi preziosi a sciatori ben più quotati e navigati, issandosi in una top-10 che sa di impresa storica per un debuttante. Se il movimento dello slalom maschile italiano sembrava sul punto di affondare sotto la bufera, Saccardi ha gettato un’ancora di salvataggio, dimostrando che la scuola tecnica italiana, magari non a livello dei fasti del passato, può ancora sfornare interpreti capaci di leggere situazioni complesse.
McGrath padrone della tempesta, l'Italia perde i suoi riferimenti
In testa alla classifica provvisoria, a dettare legge su una pista che cambiava volto di minuto in minuto, c’è appunto lo statunitense McGrath, autore di una prestazione maiuscola che lo proietta verso il possibile oro con un buon margine sugli inseguitori. Per Vinatzer, invece, il discorso è drammaticamente diverso e più complesso. Il gardenese, reduce da un'Olimpiade da dimenticare costellata di cadute e prestazioni opache, si è fermato ai bordi del tracciato con lo sguardo di chi non trova più la via d’uscita da un labirinto tecnico e mentale -3. Le sue dichiarazioni, rilasciate a caldo sotto una fitta coltre di neve, hanno il sapore di un'analisi spietata e sincera: ha parlato di pressione non retta, di non essere stato all'altezza, definendosi, senza mezzi termini, uno dei perdenti di questi Giochi -3-8. Raramente si sente tanta onestà intellettuale da parte di un atleta nel momento più buio della carriera, e la sua ammissione, che arriva dopo un oro mondiale nel parallelo a squadre e tre medaglie iridate in bacheca, suona come una resa dei conti con i propri demoni -3. Lui, che nei giorni scorsi nel gigante ci credeva e parlava di rimonta, si è dovuto arrendere all'evidenza di un sogno olimpico frantumatosi in una frazione di secondo -6.
La decima giornata tra short track e delusioni alpine
Mentre la neve continua a cadere su Bormio e si attende la seconda manche per capire se Saccardi potrà migliorare ulteriormente la sua posizione o addirittura sognare in grande, il Day 10 dei Giochi di Milano Cortina prosegue il suo corso su altri fronti. L'attenzione, complice la delusione dello slalom, si sposta ora sul ghiaccio di Rho Fiera, dove Arianna Fontana, assieme a Chiara Betti ed Elisa Confortola, si gioca le proprie carte nelle semifinali dei 1000 metri, con la speranza di approdare in finale e regalare un'altra medaglia all'Italia che in questa edizione di casa ha già raggiunto e superato ogni più rosea aspettativa -5. E poi c'è il pattinaggio di figura, con Sara Conti e Niccolò Macii pronti a incantare nel programma libero delle coppie. Sono piccoli frammenti di una giornata olimpica che, nonostante l'amaro in bocca lasciato da Vinatzer e Sala, vive ancora di intensi colori azzurri. Sullo sfondo, la classifica generale che vede la Norvegia sempre al comando, ma l'Italia, forte delle 22 medaglie già conquistate, può guardare con orgoglio al percorso fatto finora, consapevole che anche da una manche sfortunata come questa può nascere, all'improvviso, un nuovo protagonista come Saccardi -5.




