Consiglio europeo: via libera a ReArm e “pace attraverso la forza”
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Redazione Esteri
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Pressata da una storia che non lascia scampo, l’Unione europea ha scelto di riarmarsi. Al termine di un Consiglio europeo straordinario tenutosi a Bruxelles, i 27 capi di Stato e di governo hanno dato il primo via libera, all’unanimità, al piano da 800 miliardi di euro per il potenziamento delle produzioni belliche, proposto dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Un progetto ambizioso, che dovrà essere confermato nel prossimo vertice del 20 e 21 marzo, ma che già segna una svolta nella politica di difesa continentale.
Il piano, ribattezzato ReArm, punta a rafforzare la capacità industriale e militare dell’Ue, con l’obiettivo dichiarato di garantire una “pace attraverso la forza”. Una scelta che, se da un lato ha trovato il sostegno della maggioranza dei leader, dall’altro non è stata esente da critiche e distinguo. L’Italia, ad esempio, ha espresso riserve sull’utilizzo dei fondi di coesione per finanziare il riarmo e si è opposta all’invio di truppe in Ucraina, temendo un’escalation del conflitto.
Proprio sul tema Ucraina, il vertice ha registrato una frattura significativa. Il premier ungherese Viktor Orbán, noto per le sue posizioni filorusse, ha rifiutato di approvare la dichiarazione finale che ribadiva il sostegno militare a Kiev. “Se l’Ue continuerà a finanziare la guerra in Ucraina, finirà in rovina”, ha avvertito Orbán, aggiungendo che non è l’Ungheria a essere isolata, ma l’Europa stessa a essersi allontanata dagli Stati Uniti. Un monito che, seppur isolato, ha acceso i riflettori sulle divisioni interne all’Unione.
Nonostante le tensioni, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha definito il vertice un “momento memorabile” per l’Europa. “Oggi abbiamo dimostrato che l’Ue è pronta alla sfida, costruendo l’Europa della difesa e stando spalla a spalla con l’Ucraina”, ha dichiarato durante la conferenza stampa conclusiva. Costa ha sottolineato che l’obiettivo ultimo rimane la pace e la sicurezza, ma ha anche riconosciuto che il percorso per raggiungerle passa attraverso un rafforzamento delle capacità militari.
Il piano ReArm, che prevede investimenti massicci in tecnologie avanzate e nella produzione di armamenti, rappresenta una risposta alle crescenti tensioni geopolitiche e alla necessità di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti in materia di difesa. Tuttavia, la decisione di destinare risorse così ingenti al settore bellico solleva interrogativi sulle priorità dell’Ue, soprattutto in un momento in cui molte economie europee faticano a riprendersi dalla crisi energetica e dall’inflazione galoppante




