Jim Carrey ai premi César tra lacrime e francese, il web lo dà per sostituito da un sosia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è voluto un premio alla carriera, consegnato nella sontuosa cornice dei César a Parigi, perché il mondo si ricordasse di Jim Carrey, attore che da tempo aveva scelto una vita lontana dai riflettori. Ma il ritorno sulle scene, avvenuto giovedì 26 febbraio all’Olympia, non è stato ricordato solo per l’emozione del riconoscimento o per il francese fluente con cui ha ringraziato la platea, bensì per un dettaglio che ha innescato la macchina dei complotti social: il suo viso, quello stesso viso di gomma che ha fatto la fortuna della commedia americana, appariva talmente diverso da spingere migliaia di utenti a giurare che non potesse essere lui. La teoria del sosia, già applicata in passato ad altri volti noti come Paul McCartney o Avril Lavigne, si è così abbattuta anche sull’attore canadese, dividendo la rete tra chi invocava prove inconfutabili e chi, invece, si limitava a ipotizzare un semplice e radicale intervento di chirurgia estetica.

Il paradosso, in questa vicenda, è che la serata era stata costruita proprio attorno alla figura camaleontica di Carrey. A introdurlo sul palco, con un discorso sentito, erano stati l’amica e regista Camille Cottin e Michel Gondry, il visionario con cui ha condiviso set fondamentali come quello di Se mi lasci ti cancello. E lui, visibilmente commosso, aveva ripagato l’affetto parlando nella lingua di Molière, rivelando addirittura le sue lontane origini francesi: un avo di nome Marc-François Carré, partito da Saint-Malo per il Canada tre secoli fa. Un cerchio che si chiudeva, insomma, con l’attore circondato dall’affetto della compagna Minzi (pubblicamente ringraziata) e della figlia Jane. Eppure, nonostante la cornice intima e familiare, a rubare la scena è stato quel volto dai tratti insolitamente pieni, la mascella più definita e un’espressione generale che i fan faticavano a ricondurre all’energia straripante del loro idolo.

Il ruolo ambiguo di Alexis Stone e la smentita dell’organizzazione

A gettare benzina sul fuoco del sospetto ci ha pensato, come spesso accade in queste dinamiche virali, un elemento esterno volutamente ambiguo. Il drag artist Alexis Stone, noto per le sue trasformazioni iperrealistiche, ha pubblicato sui suoi canali social alcune immagini che lo ritraevano mentre indossava una maschera in lattice e una parrucca chiaramente ispirate all’aspetto di Carrey quella sera, con tanto di didascalia: “Alexis Stone nei panni di Jim Carrey a Parigi”. Il post, in cui non si specificava se si trattasse di una confessione o di una semplice imitazione a posteriori, è stato sufficiente per far impennare le congetture, portando persino alcune celebrità come Megan Fox a chiedersi, spaesate, se quanto vedevano fosse reale. Per i teorici della sostituzione, la presenza di Stone alla cerimonia era la prova che il vero Carrey non fosse mai salito su quel palco.

A dover ristabilire la realtà dei fatti sono state, infine, le voci ufficiali. Gregory Caulier, delegato generale dei premi César, ha rilasciato dichiarazioni nette per spegnere quelle che ha definito “non-issue”, ovvero falsi problemi. In un’intervista a Variety, Caulier ha ricostruito nei dettagli la preparazione dell’evento: “La visita di Jim Carrey era stata pianificata dall’estate. Da subito è apparso estremamente toccato dall’invito dell’Academy. Sono stati otto mesi di discussioni costruttive. Ha lavorato per mesi al suo discorso in francese, chiedendomi la pronuncia esatta di alcune parole”. Il delegato ha poi aggiunto un dettaglio volto a sottolineare la normalità di quella presenza: l’attore era arrivato a Parigi circondato dalle persone a lui più care, tra cui la compagna, la figlia, il nipote e una dozzina di amici stretti, oltre al suo storico pubblicista. E la stessa agenzia di stampa TMZ ha ripreso le parole della pubblicista di lunga data di Carrey, Marleah Leslie, che ha confermato senza mezzi termini: “Jim Carrey ha partecipato ai César Awards, dove ha ritirato il suo César onorario”.

L’ipotesi che il sessantaquattrenne divo abbia semplicemente scelto di ricorrere alla medicina estetica, magari per un lifting o per dei filler, resta la più accreditata tra le spiegazioni razionali, sebbene nessun portavoce abbia mai confermato interventi di questo tipo. Quel che è certo è che la macchina del fandom, alimentata da anni di isolamento volontario dell’attore e dalla sua nota ritrosia verso il sistema hollywoodiano, ha preferito abbracciare la versione più romanzata, trasformando una semplice consegna di premi in un giallo metropolitano che, per quanto smentito, continua a rimbalzare tra i social.

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