Parma-Napoli 1-1: McTominay evita la sconfitta a Conte, l’Inter può scappare
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Redazione Sport
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Il pareggio per 1-1 maturato al Tardini, nel pomeriggio di questa trentaduesima giornata di Serie A, consegna un verdetto chiaro e, per gli azzurri, amaro: l’occasione di tenere sotto pressione l’Inter capolista è stata gettata al vento. I partenopei, che tra poche ore osserveranno la sfida tra i nerazzurri e il Como da spettatori interessati, hanno dovuto faticare non poco per strappare un punto a una formazione ducale affamata di sicurezza. E se è vero che il pari evita la batosta in una piazza storicamente ostica come quella emiliana, è altrettanto vero che lo sviluppo del match ha mostrato una squadra di Conte ancora una volta imprecisa sotto porta, costretta a rincorrere sin dai primissimi secondi.
Un avvio shock firmato Strefezza: l’azione fotocopia che gelò il Tardini
Bastano trentacinque secondi per mandare in tilt i piani tattici degli ospiti. A rompere l’equilibrio, con un’azione che sembrava uscita dal manuale delle ripartenze semplici ma fulminee, è stato Gabriel Strefezza. Sul rinvio lungo del portiere Suzuki, è decisivo l’intervento di testa di Elphege – alla prima da titolare – che, con una sponda aerea perfetta, riesce a beffare in un colpo solo sia Buongiorno che Juan Jesus, liberando lo spazio per l’inserimento del compagno. Strefezza, lasciato inspiegabilmente solo, ha ringraziato con un destro a giro che ha baciato il palo lontano prima di insaccarsi, firmando la rete del vantaggio e il suo primo gol in maglia gialloblù. Un inizio shock che ha costretto Conte a rivedere immediatamente le coperture difensive, con la retroguardia napoletina apparsa in grave affanno nella gestione della profondità.
L’assedio sterile del primo tempo e il cambio di passo nella ripresa
Nei minuti immediatamente successivi alla doccia fredda, il Napoli ha preso possesso del pallone con percentuali bulgare (oltre il 74% complessivo nel match), ma la manovra è risultata spesso prevedibile. Il possesso palla, sterile e orizzontale, si è infranto contro il muro eretto da Cuesta, con Delprato e Troilo attenti a chiudere ogni varco per Hojlund. Una delle poche emozioni della prima frazione porta la firma di Milinkovic-Savic, costretto a un’uscita spericolata a quaranta metri dalla propria porta per fermare una ripartenza pericolosa: un gesto tecnico notevole che ha salvato il risultato sullo 0-1.
Nella ripresa, l’ingresso di Beukema al posto di un insicuro Juan Jesus ha dato maggiore solidità, ma è stato l’innesto di Alisson Santos a cambiare il passo della manovra offensiva. L’accelerazione decisiva arriva al sessantesimo: una combinazione rapida tra Lobotka e Hojlund – quest’ultimo bravo a fare la sponda – ha permesso a McTominay di calciare nell’angolino destro alle spalle di Suzuki. L’ottavo gol in campionato per lo scozzese, che si conferma ancora una volta l’uomo delle grandi occasioni per Conte.
Il forcing finale e i brividi parmensi in contropiede
Dopo il pari, il Napoli ha alzato ulteriormente il baricentro alla ricerca del sorpasso. Politano, Alisson (in due distinte occasioni) ed Elmas hanno sfiorato il 2-1, trovando però un Suzuki attento tra i pali. La squadra di casa, pur schiacciata nella propria metacampo per larghi tratti, non ha rinunciato a colpire in ripartenza: il palo è stato sfiorato da un tiro-cross di Valeri che ha tagliato tutta l’area di rigore, mentre nei minuti di recupero Keita ha costretto Milinkovic-Savic a una deviazione decisiva da sotto la traversa. Il pareggio regala un punto pesante al Parma in ottica salvezza, allontanando le insidie della zona calda. Per il Napoli, invece, la musica cambia: lo scarto dall’Inter potrebbe aggravarsi ulteriormente in serata, lasciando una scia di rimpianto per un’occasione sfumata.




