Räikkönen benedice il nuovo corso: “Antonelli ha un talento speciale”. E sulla Ferrari vede “segnali incoraggianti”
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Redazione Sport
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Il finlandese, che dell’omonimo italiano condivide soltanto il nome – una pura coincidenza, tiene a precisare, anche se nel circus nessuno ci crede fino in fondo –, osserva la cavalcata del leader del mondiale di Formula 1 con lo stesso distacco glaciale che lo contraddistingueva in pista, seppur con un pizzico di divertito paternalismo.
Lui, l’ultimo a vestire i panni del re del mondo a Maranello nel lontano 2007, oggi vive una sorta di “pensione” dorata sulle rive del lago di Garda, dove segue con apprensione la carriera karting del figlio Robin, senza per questo rinunciare a lanciare frecciate al paddock che lo ha reso leggenda. E a rubargli la scena, in una calda intervista rilasciata alla carta stampata, ci ha pensato proprio il baby fenomeno della Mercedes, quel Kimi Antonelli che a soli 19 anni sta riscrivendo i record della categoria.
L’analisi del “Cavallino” e l’avvertimento sull’effetto Piastri
Interrogato sul momento d’oro della scuderia anglo-tedesca, Räikkönen non ha usato giri di parole nel definire “speciale” il talento del giovanotto capace di inanellare quattro vittorie consecutive, compreso l’ultimo Gran Premio del Canada dove ha allungato a 43 punti il distacco sul diretto avversario.
Pur sottolineando l’importanza di disporre di una vettura competitiva – fattore decisivo in ogni epoca della Formula 1, a suo dire –, l’ex pilota della Sauber ha messo in guardia il rampollo dalla trappola psicologica in cui era caduto Oscar Piastri nella scorsa stagione, quando la pressione di una rimonta subita da Lando Norris ne compromise la rincorsa al titolo. “Non faccia la fine del Piastri del 2025”, è stato il monito diretto rivolto ad Antonelli, che secondo il Campione del Mondo 2007 possiede la maturità per evitare il blackout nel lungo rush finale.
D’altronde, il paragone con l’altro fenomeno dello sport italiano, Jannik Sinner, è ormai automatico: entrambi hanno riportato l’Italia ai vertici di due sport – tennis e automobilismo – dove da decenni mancavano protagonisti di questo calibro.
Dalla mente di Ceccarelli: “Kimi è un killer insaziabile”
Se Räikkönen osserva l’ascesa da lontano, c’è chi dall’interno dei box analizza ogni più piccola variazione dell’umore del giovane bolognese. Il dottor Riccardo Ceccarelli, mental coach di Formula Medicine, ha infatti fornito un ritratto a tinte forti del nuovo leader iridato, descrivendolo come un “killer insaziabile” nascosto dietro una maschera di modi gentili e atteggiamenti schivi.
Ceccarelli, che ha seguito da vicino il fine settimana canadese, ha notato una differenza sostanziale tra la sprint del sabato, dove Antonelli sembrava divorato dall’ansia di superare subito George Russell, e la gara della domenica, dove il diciannovenne ha invece fatto ricorso a quella “corteccia prefrontale” – la sede della razionalità – tipica degli atleti esperti.
“È un animale feroce quando indossa il casco, vuole vincere e non si pone limiti”, ha spiegato il medico sportivo, sottolineando però la capacità del pilota di non ripetere mai gli stessi errori, metabolizzando la lezione dalla notte alla domenica. Un comportamento, quest’ultimo, che fa ben sperare per la gestione della lotta interna con il ben più pagato George Russell, il quale percepisce un ingaggio vicino ai 40 milioni di euro contro i meno di 5 del compagno.
Il futuro della Rossa e la quiete sul Garda
Spostando l’attenzione sulla Ferrari, Räikkönen si è concesso una rara apertura, ammettendo di scorgere dalla sua abitazione sul Lago di Garda “segnali incoraggianti” per il futuro del Cavallino, ancora a secco di titoli iridati dal suo storico trionfo. Pur ricordando che, quando lasciò Maranello nel 2018, auspicava di vedere presto un successore nell’albo d’oro, il finlandese ha sottolineato come il tempo a disposizione sia ancora molto.
Nel frattempo, la sua vita scorre lontana dal paddock del “Circo”, tra una partita a calcetto e il supporto logistico al piccolo Robin, una nuova promessa del motorsport che si allena sulla pista di Lonato. E mentre Antonelli vola in Canada, lo “Iceman” sorseggia tranquillamente un bicchiere di Valtènesi, lasciando agli altri il brivido della rincorsa al titolo.




