Wall Street affonda ancora, tra dazi e timori: Nasdaq in picchiata del 3,25%

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Nuova giornata di sangue a Wall Street, dove i listini hanno proseguito il loro declino, trascinati dalle incertezze legate alle misure protezionistiche annunciate dall’amministrazione Trump. Nonostante qualche tentativo di ripresa nelle prime battute, dopo due ore di contrattazioni il Dow Jones ha segnato un calo del 2,77%, attestandosi a 38.059,59 punti, mentre il Nasdaq, più esposto al settore tecnologico, ha ceduto il 3,25%, scivolando a 15.756,76. Lo S&P 500, che racchiude i principali titoli americani, non è stato da meno, arretrando del 2,90% e chiudendo a 5.129,26 punti.

La seduta si è rivelata particolarmente difficile per alcuni big, come Tesla, che ha perso oltre il 6%, e Netflix, anch’esso in netto ribasso. A pesare, oltre ai dazi, è stato il dato del superindice dell’economia statunitense, sceso dello 0,7% a marzo, un risultato peggiore delle attese, che già prevedevano un -0,5%. Il mercato, del resto, non digerisce facilmente le politiche commerciali aggressive, soprattutto quando rischiano di innescare ritorsioni da parte dei partner economici.

Tra i settori più colpiti, quello tecnologico e quello energetico, con Chevron e Constellation Energy in forte difficoltà. Ma a soffrire non sono solo le aziende legate alle materie prime: anche i beni di consumo secondari, come Kraft Heinz, hanno registrato perdite significative. Un quadro complessivo che conferma come l’incertezza, più di ogni altra cosa, stia guidando le scelte degli investitori.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.