Politica, sicurezza e cronaca italiana recente

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha definito "molto positivo" l'esito del recente vertice di Washington, sottolineando come l’Europa abbia trovato, non senza fatica, una linea comune da percorrere unita. "Non mi sembra poco", ha aggiunto il ministro, intervistato da Repubblica, in un’analisi che coglie i frutti di una ritrovata coesione atlantica. Questo nuovo clima politico, alimentato dalla ferma iniziativa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sta facendo emergere con sempre maggiore forza l’ipotesi, caldeggiata dal premier Giorgia Meloni, di un meccanismo di sicurezza per Kiev basato sull’articolo 5.

Dopo i colloqui di Anchorage, in Alaska, tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin, e il successivo incontro a Washington con Volodymyr Zelensky, il percorso verso un negoziato sembra aver acquisito una concretezza inedita. La possibilità di un faccia a faccia diretto tra Zelensky e Putin, un evento che non si verifica dal loro unico incontro del 2019, è ora al centro di ogni discussione. Lo stesso Trump, in dichiarazioni a Fox, ha rimandato la palla ai diretti interessati: “Lasciamo” che siano Putin e Zelensky a incontrarsi per primi, tocca a loro prendere le decisioni più importanti.

Una posizione che il Cremlino sembra aver colto al volo, avanzando la provocatoria proposta di ospitare l’eventuale vertice a Mosca, mossa interpretata da molti come un tentativo di guadagnare ulteriore tempo. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha parlato di un processo che deve necessariamente procedere "per gradi". Tuttavia, come ha notato l’analista Mikhail Rostovskij del Moskovskij Komsomolets, ex collega e confidente di Putin, il “grande raduno” alla Casa Bianca ha permesso a Zelensky e agli europei di “versare zucchero a velo nel serbatoio” del processo avviato in Alaska, indicando una possibile apertura.

Mentre si attende di capire se il vertice del 20 agosto possa concretizzarsi, l’attenzione si sposta anche su come garantire una sicurezza duratura per l’Ucraina, tema analizzato da Francesco Bechis. Parallelamente, altri fronti caldi restano aperti: a Gaza, nonostante Hamas sia tornato al tavolo delle trattative, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prosegue imperterrito nel suo piano di evacuazione, come riportato dall’inviato Lorenzo Vita.

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