La nuova BMW i3 è una berlina, ecco numeri e strategia dietro il ritorno di un nome storico
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Redazione Economia
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La strategia di elettrificazione del gruppo bavarese, dopo anni di incertezze e ibridi plug-in che hanno fatto da apripista, compie un salto di qualità definito dai vertici dell'azienda come "quantico". Con la presentazione ufficiale della BMW i3, avvenuta il 18 marzo 2026 -3, il marchio di Monaco non si limita ad ampliare la gamma, ma getta il cuore pulsante della sua tradizione – la berlina sportiva per eccellenza – nell'era della mobilità a batteria. Questa nuova i3, che nulla condivide con l'omonima e pionieristica city car del 2013 se non il nome e la filosofia di visione tecnologica, rappresenta il secondo tassello della famiglia Neue Klasse dopo il SUV iX3, e si candida a ridefinire il concetto di berlina elettrica premium.
Una piattaforma nata elettrica per massimizzare l'efficienza
Il cuore di questa rivoluzione è l'architettura Neue Klasse, una piattaforma sviluppata esclusivamente per veicoli a zero emissioni locali. A differenza delle precedenti soluzioni "multi-energy" che imponevano compromessi progettuali, questa base ha permesso ai progettisti di ridisegnare completamente le proporzioni della vettura. Il vettura, definito "2.5-box" dalla casa, adotta un parabrezza fortemente inclinato e linee tese che, pur mantenendo il carattere inconfondibile della Serie 3, ne ottimizzano il coefficiente aerodinamico. Il frontale, in particolare, fonde i tradizionali doppi reni in una firma luminica integrata che avvolge i gruppi ottici, un'interpretazione in chiave digitale del family feeling che abbandona la calandra fisica a favore di una superficie chiusa e tecnologica.
L'adozione della tecnologia a 800 volt, abbinata alla sesta generazione della propulsione eDrive, costituisce il pilastro delle performance dichiarate. La versione d'esordio, identificata come i3 50 xDrive, monta un motore sincrono a eccitazione elettrica (EESM) al retrotreno e uno asincrono (ASM) all'avantreno, per una potenza complessiva di 345 kW, pari a 469 cavalli, e una coppia massima di 645 Nm. Questa configurazione, che sfrutta la risposta immediata dei due azionamenti, non solo garantisce una trazione integrale intelligente, ma pone l'accento sull'efficienza: il pacco batterie, che utilizza celle cilindriche di nuova generazione assemblate con tecnologia "cell-to-pack", abbandona i moduli intermedi per aumentare la densità energetica e, nel contempo, abbassare il centro di gravità del veicolo.
Autonomia da primato e un’architettura elettronica ripensata
Il dato che più colpisce, nell'analisi dei numeri diffusi dalla casa dell’elica, è l'autonomia dichiarata nel ciclo WLTP, che raggiunge i 900 chilometri con una singola carica. Un valore che, se confermato dalla successiva omologazione, collocherebbe la i3 al vertice assoluto del segmento delle berline di serie, avvicinandola per capacità di resistenza solo a competitor di nicchia e di fascia sensibilmente superiore come la Lucid Air. A supportare questa percorrenza contribuisce anche la capacità di ricarica ultrafast: grazie ai 400 kW di potenza massima in corrente continua, la vettura è in grado di accumulare energia sufficiente a percorrere 400 chilometri in soli dieci minuti di sosta alle colonnine di potenza adeguata.
Parallelamente al salto in avanti sul piano chimico-fisico delle batterie, la nuova i3 introduce un'architettura elettronica e software completamente inedita. Al centro del sistema opera il "Heart of Joy", un supercomputer dedicato alla gestione integrata della dinamica di marcia. Questo controllore, che elabora i dati provenienti da propulsori, freni, sterzo e sistema di recupero dell'energia con una velocità dieci volte superiore rispetto alle unità di controllo tradizionali, promette una risposta millimetrica e una precisione di guida che i tecnici BMW descrivono come inedita per un'elettrica. La digitalizzazione dell'abitacolo, inoltre, viene affidata al nuovo Panoramic iDrive, che proietta le informazioni essenziali su una superficie oscurata nella parte inferiore del parabrezza, estendendo la visuale a tutto campo e riducendo la necessità di distogliere lo sguardo dalla strada.
Produzione a Monaco e l'eredità di un nome controverso
La nascita della nuova i3 avverrà nello storico stabilimento di Monaco di Baviera, il Milbertshofen, che negli ultimi quattro anni ha subito una profonda riconversione per ospitare le linee produttive della Neue Klasse. L'avvio della produzione in serie è previsto per l'agosto del 2026, con le prime consegne ai clienti programmate per l'autunno dello stesso anno. La scelta di mantenere il nome "i3", in passato associato a una vettura piccola, rivoluzionaria ma dal concept radicalmente diverso, ha suscitato più di qualche riflessione tra gli appassionati. In questo caso, la denominazione serve a legare idealmente l'inizio dell'avventura elettrica del marchio con il suo futuro, riposizionando però il modello nel cuore del mercato, laddove la tradizione della Serie 3 ha costruito il suo mito. La vettura, nelle sue linee, mostra anche i muscoli sui passaruota, lasciando intendere che la gamma non si fermerà alla berlina: un breve video diffuso durante la presentazione ha anticipato l'arrivo di una variante Touring dal portellone filante e muscoloso, a testimonianza di una famiglia destinata ad espandersi.




