La tredicesima 2025 resta senza bonus né detassazione

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre si discute sul futuro del fisco, gli stipendi si avviano verso una tredicesima per il 2025 che non beneficerà di alcun tipo di agevolazione, segnando una netta discontinuità con alcune iniziative degli anni passati. L’anno scorso, in un periodo simile, l’Agenzia delle Entrate si occupava di chiarire i requisiti per ottenere il cosiddetto “bonus Natale”, un contributo di 100 euro in busta paga, erogato insieme alla mensilità aggiuntiva e destinato specificamente ai genitori con prole a carico. Quest’anno, invece, non è previsto nessun bonus, neppure selettivo, e nessuna forma di detassazione per la gratifica natalizia, la quale verrà pertanto tassata secondo le ordinarie aliquote IRPEF.

Il contesto delle proposte mancate

Nel contesto della prossima legge di bilancio, si era valutato un intervento mirato proprio sulla tredicesima, con l’obiettivo dichiarato di alleggerire il carico fiscale per i lavoratori e di stimolare una ripresa dei consumi interni. Le ipotesi che erano circolate, e che ora sembrano essere state accantonate, vertevano principalmente su due opzioni: un’esenzione totale dall’imposta sul reddito per l’intero importo della mensilità aggiuntiva, lasciando inalterati soltanto i contributi previdenziali; oppure l’introduzione di un’imposta sostitutiva agevolata, fissata ad esempio al 10%, da applicare sulla gratifica natalizia. Queste soluzioni, che avrebbero potuto significare un importo netto significativamente più alto per molti, non hanno trovato concretezza nelle intenzioni del governo.

Un altro capitolo: la flat tax sugli straordinari

Parallelamente, un altro tema fiscale che interessa da vicino i lavoratori riguarda la tassazione degli straordinari e del lavoro festivo. La misura, che punta a detassare il lavoro “scomodo” – come i turni notturni e quelli durante le festività svolti da alcune categorie, tra cui gli infermieri, i vigilantes e i lavoratori della logistica – è entrata nel menu della manovra all’ultimo minuto. L’idea di fondo è quella di applicare un regime fiscale vantaggioso a quelle prestazioni che, per la loro natura, risultano più faticose e disruptive della vita privata. All’Inps e alla Ragioneria Generale dello Stato, stando alle informazioni, sarebbero in corso le ultime verifiche tecniche per accertare la compatibilità finanziaria e la sostenibilità delle coperture necessarie a implementare questa misura.

Lo scenario che si delinea

Ciò che emerge, pertanto, è un quadro in cui i dipendenti dovranno fare i conti con una tredicesima mensilità interamente assoggettata alla normale imposizione fiscale, senza gli sgravi che in molti si aspettavano. La mancanza di un bonus dedicato, unita alla rinuncia a una qualsivoglia forma di detassazione della gratifica, delinea uno scenario ben diverso da quello che si era talvolta intravisto in alcune proposte iniziali. Si tratta di una scelta che, al di là delle intenzioni dichiarate di voler sostenere il potere d’acquisto, finisce per lasciare immutato l’onere fiscale sul reddito aggiuntivo che i lavoratori percepiscono a fine anno.

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