Il caso Mogol, l’elicottero dei vigili del fuoco usato come taxi e la bufera politica che investe Piantedosi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il tragitto, compiuto nella notte tra giovedì e venerdì, è stato breve: una cinquantina di minuti di volo, forse qualcosa meno, per coprire la distanza che separa Sanremo da Roma. Un trasferimento rapidissimo, certo, ma sufficiente a scatenare una polemica destinata a occupare le cronache politiche per parecchi giorni, sollevando interrogativi non solo sull’opportunità della scelta, ma anche e soprattutto sulla destinazione d’uso di un mezzo, l’elicottero dei vigili del fuoco, la cui funzione primaria – come è facile intuire – sarebbe quella del soccorso urgente e non certo quella del trasporto executive. Protagonista della vicenda, Giulio Rapetti, quel Mogol che poche ore prima era stato osannato sul palco dell’Ariston con un premio alla carriera e una standing ovation che Carlo Conti, il direttore artistico, gli aveva tributato presentandolo come la storia vivente della musica leggera italiana -1-8.

Ma se la serata sanremese era stata un trionfo di applausi e di ricordi musicali, il risveglio, per il paroliere, è stato all’insegna del clamore mediatico di ben altra natura. La notizia, rilanciata dal Fatto Quotidiano che per primo ha ricostruito la dinamica dello spostamento, ha immediatamente innescato un acceso dibattito: Mogol e sua moglie, infatti, sono rientrati nella Capitale a bordo di un velivolo in servizio presso il Reparto Volo di Genova, un elicottero dei pompieri insomma, che li attendeva al termine della serata per ricondurli a Roma, dove nella mattinata di ieri, al Teatro Argentina, si teneva la prima festa commemorativa per l’istituzione del nazionale dei Vigili del Fuoco -5-7. Una cerimonia, quest’ultima, nel corso della quale lo stesso Mogol è stato nominato vigile del fuoco ad honorem e durante la quale è stato eseguito l’inno del corpo, un brano scritto proprio da lui, e non è mancata la presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi -4-6.

Ed è proprio il Viminale, stando a quanto trapela, ad aver autorizzato l’impiego del mezzo, una circostanza che ha fatto immediatamente drizzare le antenne all’opposizione. Il trasferimento del celebre autore, al secolo Giulio Rapetti, ha sollevato un coro di critiche trasversali che, partendo dalla Liguria, è rapidamente approdato in Parlamento. Il consigliere regionale del Pd Simone D’Angelo non ha usato mezzi termini: utilizzare un velivolo destinato all’elisoccorso per i cittadini liguri, trasformandolo in una sorta di taxi di lusso per un artista – per quanto illustre e meritevole – è una circostanza che lascia sconcertati, soprattutto in una regione come la Liguria, dove la conformazione orografica del territorio rende il servizio di elisoccorso dei vigili del fuoco uno strumento indispensabile e talvolta vitale per la gestione delle emergenze, e sottrarlo, seppur temporaneamente, significa potenzialmente mettere a rischio la macchina dei soccorsi -1-5.

Ancora più duro, come prevedibile, l’attacco del Movimento Cinque Stelle, che ha parlato di una polemica nient’affatto pretestuosa ma incentrata su un nodo politico e amministrativo di primaria importanza. Il capogruppo al Senato Luca Pirondini, in particolare, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare, sottolineando come non sia in discussione il valore artistico di Mogol, che nessuno intende mettere in dubbio, ma l’uso che si è scelto di fare di un bene pubblico -2. Per i pentastellati, la domanda è semplice e lineare: era davvero necessario impegnare un mezzo di elisoccorso, sottraendolo per ore alla propria funzione istituzionale, quando esistevano alternative percorribili? Un volo di linea da Genova, un treno, qualsiasi altra soluzione di trasporto commerciale sarebbe stata percorribile, ma si è preferito optare per la scorciatoia istituzionale -2-7.

A infiammare ulteriormente gli animi ci hanno pensato i sindacati di categoria, con l’Usb Vigili del Fuoco che non ha esitato a definire l’accaduto un fatto di una gravità inaudita, preannunciando un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti per accertare eventuali profili di danno erariale -2-9. L’accusa, pesantissima, è quella di aver piegato la missione istituzionale del a esigenze di immagine o di opportunità politica, distraendo risorse – e un’ora di volo di un elicottero dei pompieri, tra carburante, usura del mezzo e personale specializzato, ha costi tutt’altro che irrisori, stimati intorno ai quarantamila euro – da quella che dovrebbe essere l’unica ragione d’essere del reparto volo: la tutela della vita e la sicurezza dei cittadini -2-7. “Non è un mezzo di rappresentanza”, hanno scandito dal sindacato, sottolineando come, in un contesto di organici ridotti e mezzi spesso vetusti, simili scelte appaiano ancora più incomprensibili e politicamente inaccettabili -9.

Di fronte al fuoco di fila delle opposizioni, la replica del ministro Piantedosi non si è fatta attendere, ed è arrivata a margine della stessa cerimonia di celebrazione del. Piantedosi ha liquidato le critiche come “le solite polemiche strumentali”, rivendicando con orgoglio la scelta di aver voluto accanto a sé, in una giornata così significativa per i pompieri, un “grandissimo artista”, un “monumento nazionale” che, non va dimenticato, ha regalato al corpo un inno, scrivendolo appositamente e donandolo -1-4. Il ministro, insomma, ha respinto al mittente le accuse, spostando il fulcro del discorso sul valore simbolico e affettivo della presenza di Mogol alla festa e sulla gratitudine che i vigili del fuoco, e il Paese intero, gli devono per il suo contributo artistico e, in questo caso specifico, per aver messo la sua penna al servizio dell’istituzione. Un ringraziamento, quello del Viminale, che appare sincero, ma che non sembra destinato a spegnere le polemiche -4.

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