Bucking Fastard, la nuova folle creatura di Werner Herzog in concorso a Venezia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Werner Herzog, uno dei registi più visionari e imprevedibili della storia del cinema, è tornato. E lo ha fatto con un film che, già dal titolo, promette di essere tutto fuorché ordinario. "Bucking Fastard", presentato in concorso all'83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, segna il ritorno del cineasta tedesco alla finzione dopo sette anni, portando con sé una storia talmente assurda e incredibile da sembrare uscita dalla sua stessa, inconfondibile, poetica.
Il film è stato accolto con una standing ovation di oltre sette minuti e ha già fatto discutere la critica per il suo inedito mix di grottesco e poesia, confermando ancora una volta la capacità di Herzog di sorprendere e sfidare le convenzioni.
Un'ossessione a due voci: la trama di Bucking Fastard
Al centro della pellicola troviamo Jean e Joan Holbrooke, due sorelle interpretate dalle attrici Kate e Rooney Mara, nella vita reale sorelle quanto i loro personaggi sullo schermo. Le due vivono in una simbiosi così profonda e totalizzante da parlare all'unisono, condividere gli stessi sogni e persino inciampare negli identici lapsus nello stesso istante.
La loro esistenza, sospesa in una campagna irlandese che le guarda con un misto di diffidenza e curiosità, viene sconvolta quando entrambe si innamorano dello stesso uomo, lo spavaldo vicino di casa Gareth Mulroney, interpretato da un sorprendente Orlando Bloom. La loro ossessione per lui, che si trasforma ben presto in una persecuzione, le porta in tribunale.
È proprio durante un'udienza che le due, rivolgendosi all'uomo che le ha denunciate, pronunciano all'unisono lo storpiato "Bucking Fastard" al posto di "Fucking Bastard", dando così il titolo al film e innescando una serie di eventi che le spingeranno in un'impresa tanto titanica quanto visionaria: scavare un tunnel attraverso una montagna per raggiungere un luogo sognato.
La vera storia delle gemelle Chaplin: l'ispirazione dietro il film
Come spesso accade nei film di finzione di Herzog, anche "Bucking Fastard" trae origine da un'incredibile storia vera. Il regista ha raccontato di aver "incontrato" la vicenda delle gemelle britanniche Freda e Greta Chaplin circa quarantacinque anni fa, senza però riuscire, per molto tempo, a immaginare come tradurla in cinema.
Nello Yorkshire degli anni Ottanta, le due sorelle divennero un caso mediatico per il loro stile di vita eccentrico e per la loro relazione malata con un camionista vicino di casa, che le portò a un processo per molestie e stalking. Vestite sempre allo stesso modo, inseparabili e capaci di parlare in perfetto sincronismo, le gemelle Chaplin rappresentavano un'anomalia sociale che il mondo guardava con un misto di fascino e sgomento.
Werner Herzog, che le conobbe personalmente, rimase affascinato da quella che definì una "realtà amplificata", un territorio perfetto per esplorare i temi a lui più cari: l'emarginazione, la follia del sognatore e il conflitto tra l'individuo e una società incapace di comprenderlo.
Un cast eccezionale e un trittico ideale con Fitzcarraldo e Grizzly Man
La scelta di affidare i ruoli delle due sorelle a Kate e Rooney Mara si è rivelata una delle intuizioni più felici del film. Le due attrici, sorelle anche nella vita, riescono a restituire con straordinaria credibilità la complessa e inquietante dinamica della simbiosi, muovendosi, parlando e reagendo come un unico organismo diviso in due corpi. La loro performance, che richiede una coordinazione perfetta e una profonda sintonia, è stata definita dalla critica "stratospheric" e "inquietante".
Al loro fianco, un cast di supporto di tutto rispetto: oltre al già citato Orlando Bloom, troviamo Domhnall Gleeson nei panni dell'assistente sociale Timothy e Michael Shannon in un ruolo secondario. Lo stesso Herzog ha dichiarato che "Bucking Fastard" rappresenta per lui la chiusura di un cerchio, un ideale trittico operistico insieme a due dei suoi film più celebri e amati: "Fitzcarraldo" e "Grizzly Man". Un'ulteriore, preziosa chiave di lettura per comprendere l'importanza che questo progetto ha avuto per il regista tedesco.
Un mondo onirico e un omaggio a David Lynch
"Bucking Fastard" si apre con una dedica che non passa inosservata: "For David Lynch". Un omaggio sentito e profondo al collega e amico scomparso, con il quale Herzog condivideva una "comprensione profondissima del lavoro dell'altro". Sebbene il film non si muova su territori apertamente lynchiani, la sua atmosfera onirica, il suo inquietante mistero e la sua capacità di squarciare il velo del visibile per addentrarsi nell'ignoto lo pongono in un dialogo ideale con l'universo del regista di "Velluto Blu".
A contribuire a questa sensazione di sospensione spazio-temporale contribuisce anche la scelta delle location: le riprese si sono svolte in Irlanda e, in particolare, nelle spettacolari Grotte di Postumia, in Slovenia. Un luogo che Herzog ha definito "il paesaggio dell'anima e dell'immaginazione", una dimensione quasi fiabesca dove la natura diventa essa stessa un personaggio e il confine tra realtà e sogno si fa labile.
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