Dimissioni dell'arcivescovo di Canterbury

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, ha annunciato le sue dimissioni, un evento che scuote profondamente la Chiesa anglicana. Welby, che ha ricoperto la carica dal 2013, ha ammesso di aver coperto per decenni gli abusi sessuali perpetrati da John Smyth, un avvocato cristiano evangelico. Smyth, deceduto nel 2018, è accusato di aver molestato fisicamente, sessualmente e psicologicamente almeno 130 ragazzi durante i campi estivi organizzati dalla Chiesa.

La decisione di Welby arriva dopo la pubblicazione di un memoriale che ha rivelato dettagli scioccanti sugli abusi e la copertura sistematica degli stessi. Sotto la pressione dell'opinione pubblica e dei media, l'arcivescovo ha chiesto il permesso al re Carlo per dimettersi, un passaggio formale necessario dato il ruolo del monarca come capo della Chiesa anglicana.

Nella sua lettera di dimissioni, diffusa anche tramite la sua pagina Facebook, Welby ha espresso rammarico e ha accettato la responsabilità personale e istituzionale per non aver agito tempestivamente contro Smyth. Le sue parole riflettono un profondo senso di colpa e la consapevolezza delle gravi conseguenze delle sue azioni, o meglio, della sua inazione.

Il caso di John Smyth, che ha abusato di giovani per oltre cinquant'anni, rappresenta uno dei più gravi scandali di abusi sessuali all'interno della Chiesa anglicana. Le vittime, molte delle quali erano adolescenti al momento degli abusi, hanno subito traumi profondi e duraturi.

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