Atletico Madrid e Arsenal, la semifinale dei rigori rinvia il verdetto: al Metropolitano finisce 1-1

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo la sbornia di gol vista al Parco dei Principi, dove Psg e Bayern Monaco si erano letteralmente annientate in un incontenibile 5-4, l’attesa per il primo round della seconda semifinale di Champions League – quel Atletico Madrid-Arsenal che molti attendevano come un pugno nello stomaco, duro, chiuso, spigoloso – ha finito per partorire il suo esatto contrario solo in apparenza. Perché se è vero che il risultato di 1-1 non restituisce certo la follia della serata parigina, lo specchio di questa doppia sfida racconta invece di una partita giocata sul filo del rasoio, decisa esclusivamente dagli undici metri e avvolta da quel profumo di contesa antica che solo il calcio europeo sa regalare quando il bersaglio è Budapest.

Sul terreno del Riyadh Air Metropolitano, a fare la voce grossa nel primo tempo è stata innanzitutto la rigidità tattica. L’Arsenal, come testimoniano i numeri del suo cammino (otto vittorie su otto nella fase campionato, dice il reportage della vigilia -7), è una macchina perfetta, e l’ha dimostrato tenendo in scacco i colchoneros per lunghi tratti. A sbloccare il match, poco prima dell’intervallo, è stato un episodio: Hancko, nel tentativo di presidiare l’area, tampona Gyokeres. L’arbitro Makkelie indica il dischetto, e lo stesso attaccante svedese, freddissimo, spiazza Oblak per il vantaggio ospite.

La reazione del Cholo e il pareggio di Alvarez

Nella ripresa, però, il copione cambia radicalmente. La mossa di Simeone – che inserisce Le Normand per alzare il baricentro – scompiglia le certezze dei Gunners. L’Atletico non sta a guardare e inizia a macinare gioco, trovando il meritato pareggio ancora una volta dal dischetto, grazie a un braccio di White in area che il Var non può ignorare. Dal dischetto si presenta Julian Alvarez, il “Ragno”, che con la stessa freddezza del rivale trafigge Raya e sigla l’1-1. Da lì in poi è un assedio: Griezmann colpisce una traversa clamorosa che avrebbe potuto cambiare il volto della semifinale, mentre Lookman si divora il possibile 2-1 davanti alla porta.

La gara, però, è anche un florilegio di interventi del Var. Dal rigore concesso (e poi revocato) a favore dell’Arsenal per un presunto contatto tra Hancko ed Eze, passando per la continua verifica dei tocchi in area, il destino di questa semifinale sembra essere scritto in sala video. E mentre all’orizzonte si profila il ritorno di Londra in programma tra meno di una settimana, quella che sembrava una partita di “lotta” si è rivelata un concentrato di tensione e polemiche latenti, con gli spagnoli che hanno chiuso in crescendo e gli inglesi accontentatisi del pari.

Il dilemma del 5-4: perché Simeone storce il naso

A impreziosire il racconto di questa serata spagnola è però il pensiero laterale del Cholo Simeone. Intervistato nel post-partita, il tecnico argentino ha liquidato con una certa dose di realismo il fragoroso 5-4 dell’altra semifinale. “Quando una partita finisce 5-4 – ha spiegato – tutti dicono che è stata una grande partita. Io guardo e penso: ‘Cazzo, ci hanno fatto 5 gol’. Per noi allenatori non è così bella”. Una frase, la sua, che fotografa l’anima duale di questo calcio: da un lato lo spettacolo puro, dall’altro l’equilibrio maniacale. E proprio questo equilibrio, fatto di due calci di rigore e di una difesa che non molla mai un centimetro, è quello che l’Atletico prova a esportare a Londra, dove martedì 5 maggio si deciderà chi volerà in Ungheria.

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