Gomorra - Le origini, l'ascesa di Pietro Savastano in una Napoli anni '70
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Redazione Cultura e Spettacolo
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«Raccontiamo la perdita dell’innocenza», ha spiegato Marco D’Amore, parlando della nuova serie che va in onda da oggi. Dopo aver vestito i panni dell’immortale Ciro Di Marzio e averne diretto il film, D’Amore fa infatti ritorno nell’universo della fiction creata da Roberto Saviano, questa volta nei panni di supervisore artistico e regista. La serie, un prequel attesissimo, arriva su Sky e sulla piattaforma di streaming NOW a partire da questa sera, 9 gennaio 2026, e promette di riportare gli spettatori alle radici della saga, svelando la giovinezza e i primi passi nel crimine del futuro boss Pietro Savastano. Un'operazione complessa, quella di tornare a scavare nel passato di personaggi ormai iconici, che D’Amore affronta con uno sguardo volto a indagare le trasformazioni umane più che a celebrare gesta criminali.
Il ritorno a un'epoca senza filtri
La scelta di ambientare la narrazione nella Napoli del 1977 non è casuale, costituendo piuttosto un salto temporale che libera la produzione da ogni riferimento all’attualità tecnologica – come sottolineano alcuni – e la costringe a fare i conti con un’epoca cruda, raccontata attraverso un'estetica che vuole essere diretta e senza mediazioni. In un periodo in cui la cronaca nera, anche quella di matrice mafiosa, trova spesso spazio nelle aule di giustizia con processi di grande risonanza, la fiction si muove su un terreno delicato, cercando di mantenere quel distacco narrativo che le ha sempre permesso di mostrare senza glorificare. La serie, del resto, arriva in un contesto culturale dove il dibattito sull’impatto sociale di certe rappresentazioni è più vivo che mai, come testimoniano alcune recenti proposte legislative che mirano a estendere la normativa sull’apologia di reati associativi.
La genesi di un'icona popolare
Quando una creazione seriale diventa un fenomeno di costume, superando i confini dello schermo per impregnare il linguaggio comune e diventare materia per infinite citazioni e rielaborazioni sul web, si può dire che abbia raggiunto uno status particolare. "Gomorra", nel corso degli anni, è diventata proprio questo: una "Intellectual Property" talmente radicata nell'immaginario da essere continuamente riletta e attualizzata dal suo pubblico, un destino che ora tocca anche alla sua prequel. L’operazione, dunque, non è solo un viaggio a ritroso per gli appassionati, ma anche un tentativo di arricchire un universo narrativo già vasto, aggiungendo tasselli alla comprensione di dinamiche di potere che, partendo da un rione, hanno finito per conquistare la scena nazionale.
Dove e come seguire la nuova serie
Per chi volesse immergersi in questa nuova fase della saga, la visione è possibile attraverso i canali Sky dedicati alla fiction oppure abbonandosi alla piattaforma NOW, che offre l’intero catalogo Sky, comprese le sue produzioni originali, consentendo la visione simultanea su due dispositivi. La serie si presenta dunque come il primo grande appuntamento televisivo dell'anno, un evento che unisce il richiamo di un brand consolidato alla curiosità per una storia inedita, quella della formazione di un capo che, nei panni di un altro attore, aveva segnato profondamente le stagioni precedenti. Il racconto delle origini, come spesso accade, non serve solo a soddisfare una domanda di backstory, ma a gettare una luce diversa, forse più cupa e tragica, su tutto ciò che verrà dopo.




