Lazio capolista, la partenza da record di Gattuso che nessuno aveva previsto
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
A metà agosto, dopo l'eliminazione al primo turno di Coppa Italia contro il Mantova, nemmeno il più ottimista dei tifosi della Lazio avrebbe scommesso che nei primi giorni di ottobre la squadra di Gattuso si sarebbe ritrovata a guardare tutti dall'alto in basso, in coabitazione con i campioni in carica dell'Inter, e con un bilancio di cinque vittorie e un pareggio nelle prime sei giornate di campionato.
Eppure è esattamente quello che è successo: sedici punti, zero sconfitte, un primato che nell'era dei tre punti a vittoria i biancocelesti non avevano mai toccato dopo sei giornate, nemmeno nelle annate scudetto.
Il record che riscrive la storia
Per trovare un precedente paragonabile bisogna tornare indietro di oltre vent'anni, alla stagione 1999/2000, quando la Lazio di Sven-Goran Eriksson conquistò lo scudetto partendo con quattordici punti nelle prime sei gare. Allora la vittoria valeva ancora due punti, e quel bottino era considerato eccezionale. Oggi i sedici punti di Gattuso valgono qualcosa di più, perché arrivano in un contesto profondamente diverso, con un mercato estivo condotto quasi interamente a parametro zero e con prestiti, dopo l'addio di Maurizio Sarri e un'annata conclusa senza qualificazione europea.
La differenza, rispetto al passato, la fa soprattutto il rendimento offensivo. Nelle prime sei giornate la Lazio ha realizzato undici reti, distribuite tra otto giocatori diversi. Non c'è un centravanti di riferimento che capitalizzi il grosso delle occasioni, e il miglior marcatore della squadra è un centrocampista, Davide Frattesi, arrivato in estate e subito decisivo con tre reti nelle prime tre partite.
Dietro di lui Tijjani Noslin, autore di due gol, e poi una serie di marcatori occasionali che comprende Zaccagni, Cancellieri, Gudmundsson, Isaksen, Pinamonti e Nuno Tavares, quest'ultimo a segno per la prima volta in biancoceleste proprio contro il Monza.
Il calcio totale di Gattuso
Questa distribuzione delle reti non è affatto casuale. Gattuso ha costruito la sua Lazio su un principio preciso: tutti devono partecipare a entrambe le fasi, e tutti devono avere licenza di attaccare quando se ne presenta l'occasione. Il caso di Nuno Tavares è emblematico: il terzino portoghese non si limita più a spingere sulla fascia e crossare, ma si accentra quando il gioco lo richiede, cercando la conclusione. È così che è nato il gol contro il Monza, un destro a giro all'incrocio dei pali che ha contribuito ad agganciare l'Inter in vetta.
Il tecnico calabrese ha spiegato di aver cambiato approccio negli ultimi anni, mettendo da parte la sua esperienza da giocatore per imparare ad ascoltare i suoi uomini e a metterli nelle condizioni di rendere al meglio. «Non ho lasciato tragedie, eppure sembro uno scappato di casa», ha detto dopo il successo sul Monza, rispondendo a chi lo aveva giudicato troppo impulsivo o poco preparato tatticamente.
I numeri, per ora, gli danno ragione. E anche il calendario, con il prossimo impegno in casa della Juventus, rappresenta un banco di prova importante per capire se questa Lazio può davvero restare nelle zone alte della classifica.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
