L'Italia di Gattuso, tra record e il percorso impervio dei playoff
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Redazione Sport
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L’edizione odierna del Corriere dello Sport riporta un dato che, di per sé, basterebbe a illuminare di ottimismo la vigilia del decisivo scontro di Udine: l’Italia di Gennaro Gattuso ha realizzato tredici reti nelle prime tre gare della sua gestione, un record assoluto per un commissario tecnico degli azzurri. Nessuno, infatti, considerando un minimo di tre panchine, aveva mai visto la nazionale segnare più di dieci gol nel proprio esordio triplo. Un’esplosione offensiva che, se da un lato stila un bilancio incoraggiante, dall’altro serve principalmente a conquistare la chance degli spareggi, delineando un purgatorio di tre partite al termine del quale il pass per il Mondiale verrà deciso in due sfide secche e senza margine d’errore.
Il cammino degli spareggi e le possibili avversarie
La prospettiva, dunque, è quella di un percorso accidentato, terminato il quale ci si giocherà tutto in un doppio confronto eliminatorio. Teoricamente agevole potrebbe rivelarsi la prima di queste due partite, dove le avversarie potrebbero essere Galles, Romania, Irlanda del Nord o Moldova; potenzialmente più spinosa, invece, la successiva, quando il sorteggio potrebbe riservare incontri con squadre del calibro di Serbia, Ungheria o Polonia. Questo meccanismo, che condanna a un’ulteriore maratona una squadra dalle palesi qualità, è anche frutto di una discutibile ripartizione dei posti da parte della Fifa, la quale, in un torneo ormai allargato a quarantotto partecipanti, ne riserva soltanto sedici alle nazionali europee.
Una squadra in risalita dopo la crisi
Al netto della relativa consistenza dell’Estonia, una delle squadre affrontate in questa positiva sequenza, emerge con chiarezza che l’Italia non è così scarsa come si era raccontata, presa dall’ansia collettiva di saltare il terzo Mondiale consecutivo, scenario percepito da molti come apocalittico. Da quel 3-0 incassato a Oslo contro una Norvegia che aveva surclassato gli azzurri, la nazionale sembrava essersi smarrita. Ora, invece, qualcosa si sta muovendo: piano piano, stanno tornando quella fiducia e quel gioco che dipendono principalmente dalla convinzione e dallo spirito instillati da Rino Gattuso, il quale propone formazioni offensive che invitano al coraggio.
La sfida immediata e il peso della storia
A meno di non combinare disastri nell’imminente scontro di Udine contro la nazionale di Ben Shimon – al terzo playoff consecutivo per guadagnarsi l’accesso alla fase finale –, il destino dell’Italia è quindi quello di sudarsi tutto in un’ulteriore, estenuante trafila. L’ultima partita di un Mondiale giocata dagli azzurri risale ormai al 24 giugno del 2014, quando un gol di Diego Godin sancì l’eliminazione dal Brasile; un’assenza che pesa come un macigno e che Gattuso, con il suo approccio pragmatico e determinato, sta provando a scardinare, partendo da un attacco finalmente prolifico.




