Meloni ad Astana: vertice storico con l’Asia centrale, Italia apripista per l’Europa
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Redazione Interno
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Ad Astana, dove si è tenuto il primo vertice Italia-Asia centrale a livello di leader, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato l’importanza di un incontro che segna una svolta nelle relazioni tra Roma e una regione strategica, spesso trascurata dalla diplomazia europea. "Sappiamo gli sforzi fatti per essere qui", ha detto rivolgendosi ai colleghi, tra cui il presidente del Kirghizistan Sadir Japarov, "ma questo vertice è un segnale chiaro dell’attenzione che l’Italia riserva a quest’area".
L’Italia, come ha ricordato Meloni, è stata la prima nell’Ue a istituire un formato permanente di dialogo con i cinque Stati centroasiatici – Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan – anticipando persino Bruxelles, che solo in un secondo momento ha organizzato un summit analogo. "Abbiamo indicato la rotta", ha osservato, senza nascondere una certa soddisfazione. Gli incontri bilaterali a margine, con i presidenti Japarov, Emomali Rahmon (Tagikistan) e Serdar Berdimuhamedow (Turkmenistan), hanno confermato l’intenzione di Roma di approfondire la cooperazione, sia economica che accademica.
Proprio in quest’ottica, l’Università della Tuscia ha siglato un accordo con l’Uzbekistan per la creazione di titoli di laurea congiunti e programmi di dottorato condivisi, una firma avvenuta alla presenza di Meloni e del presidente Shavkat Mirziyoyev. Un passo che rafforza i legami culturali, mentre sul piano politico il governo italiano punta a consolidare il ruolo di ponte tra Europa e Asia centrale, anche attraverso il Piano Mattei, che ha trovato il sostegno dei cinque leader locali.




