Femminicidio di Afragola, Meloni da Astana: «Nessuna risposta, ma serve collaborazione»
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Redazione Interno
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Giorgia Meloni, interpellata sul femminicidio di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa dall’ex fidanzato ad Afragola, ha ammesso di non avere «risposte» pronte. Parlando da Astana, dove partecipava al vertice Italia-Asia centrale, la premier ha reagito alle parole di Elly Schlein, che nei giorni scorsi aveva esortato la destra a «collaborare in Parlamento, mettendo da parte lo scontro politico». Un invito che Meloni sembra aver recepito, almeno nelle intenzioni, pur senza scendere in dettagli concreti.
Intanto, la vicenda giudiziaria prende una piega drammatica con la confessione di Alessio Tucci, il giovane accusato dell’omicidio. Davanti al gip Stefania Amodio, ha ricostruito i momenti precedenti al delitto: «Volevo solo un abbraccio. Lei me l’ha negato, e quando si è girata ho preso un sasso». Un gesto folle, ripetuto più volte, che ha posto fine alla vita di Martina. Le indagini, già avviate con il fermo dell’aggressore, si concentrano ora sulle dinamiche e sui possibili precedenti di violenza.
Ma il dolore dei genitori della vittima si scontra con l’odio online. Marcello Carbonaro, accompagnato dall’avvocato Sergio Pisani, ha sporto denuncia per diffamazione contro un profilo TikTok che ha pubblicato video carichi di insulti. «Terroni ignoranti», «bestie», «la colpa è vostra»: frasi atroci, che trasformano il lutto in una gogna mediatica. Un episodio che riapre il dibattito sull’impunità digitale e sulla necessità di contrastare l’hate speech, soprattutto quando a subirlo sono famiglie già straziate dalla tragedia.




