Femminicidio di Afragola, Meloni da Astana: "Non ho risposte" mentre la politica prova a non dividersi
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Redazione Interno
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Giorgia Meloni, intervenendo da Astana al termine del vertice Italia-Asia centrale, ha ammesso di non avere soluzioni pronte sul femminicidio di Afragola, rispondendo così all’appello di Elly Schlein, che nei giorni scorsi aveva chiesto alla premier di «collaborare in Parlamento, mettendo da parte lo scontro politico». Un tema, quello della violenza di genere, che torna a scuotere l’opinione pubblica dopo l’omicidio di Martina Carbonaro, la studentessa uccisa dall’ex fidanzato Alessio Tucci.
La dinamica del delitto, ricostruita attraverso le dichiarazioni dello stesso assassino, rivela una tragica escalation di possessività e rabbia. Tucci, dopo aver attirato la ragazza in un casolare vicino allo stadio Moccia – luogo che i due frequentavano per avere privacy –, ha confessato di averla colpita con un sasso perché «non voleva abbracciarlo». Un gesto folle, compiuto nel momento in cui Martina gli voltava le spalle, e seguito da altri due colpi inferti con la stessa pietra. Quella che doveva essere una discussione si è trasformata in un massacro, mentre il killer, dopo aver nascosto il corpo, è uscito con gli amici come se nulla fosse.
Intanto, il deputato Francesco Emilio Borrelli ha denunciato l’ondata di odio sui social contro i genitori di Martina, vittime a loro volta di una società che spesso ribalta i ruoli, colpevolizzando chi subisce violenza invece di chi la esercita. «Migliaia di commenti accusano la famiglia», ha detto Borrelli durante il flash mob organizzato dagli studenti dell’istituto alberghiero ‘Torrente’ di Casoria, dove Martina studiava. Un fenomeno che, come già accaduto in casi analoghi, dimostra quanto sia radicata la tendenza a giustificare l’aggressore e a mettere in dubbio le vittime.
Le indagini hanno portato alla luce anche la cancellazione delle chat da parte di Tucci, un dettaglio che suggerisce una premeditazione, seppur parziale, nel tentativo di depistare le autorità. Davanti al gip Stefania Amodio, però, il ragazzo ha ceduto, rilasciando una confessione durata oltre un’ora, in cui ha descritto il momento in cui la rabbia ha avuto il sopravvento.




