Prysmian, il giudizio di Berenberg passa da “buy” a “hold” nonostante l’aumento del target price

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il rally del Titolo, un’ascesa del 140 per cento nell’arco degli ultimi due anni, finisce per pesare sulle prospettive future di Prysmian secondo gli analisti di Berenberg, che hanno rivisto il loro giudizio sul gruppo attivo nei sistemi in cavo per energia e telecomunicazioni -1-3. La banca d’affari tedesca, pur mantenendo un’opinione di fondo costruttiva sul settore e sulle sue dinamiche di lungo periodo, ha infatti tagliato la raccomandazione da “buy” a “hold”, accompagnando questa decisione con una revisione al rialzo del prezzo obiettivo, portato a 92 euro per azione dai precedenti 75 euro -2-5. Una mossa che, in apparenza contraddittoria, trova la sua ragion d’essere nella valutazione del titolo, ormai giudicata corretta dopo la performance straordinaria che lo ha portato a quotare a livelli che scontano ampiamente le attese di crescita.

Il ragionamento degli esperti, che continuano a vedere nel settore dei cavi un ambito destinato a beneficiare di una domanda solida per tutto il prossimo decennio grazie agli investimenti nell’elettrificazione e nei data center, si concentra sul concetto di “passaggio dell’apice della supremazia” -10. Se è vero che Prysmian ha fin qui goduto di un premio valutario significativo rispetto ai concorrenti, un differenziale che arrivava a toccare il 60 per cento in più rispetto alla francese Nexans, è altrettanto vero che questo vantaggio potrebbe iniziare a ridursi -3. La trasformazione del portfolio attesa per Nexans e l’espansione della capacità produttiva in casa NKT, tra il 2026 e il 2028, sono viste come fattori in grado di colmare il divario sui principali indicatori finanziari, rendendo meno scontata la leadership del gruppo italiano -2-9.

La corsa del titolo e il rischio congiunturale legato agli Stati Uniti

A pesare sul giudizio, come detto, è principalmente la straordinaria corsa del titolo che ha portato le aspettative del consenso a livelli ritenuti ambiziosi per il medio termine; fin dal Capital Markets Day del marzo 2025, le stime sull’ebitda rettificato erano aumentate ben oltre gli stessi obiettivi dichiarati dalla società per il 2028 -3. Gli analisti, pur riconoscendo il solido trend delle divisioni Transmission e US Power Grid nei primi nove mesi del 2025, si mostrano cauti nel prevedere performance altrettanto eccezionali per i prossimi tre anni, e da qui la decisione di ridurre il rating pur aumentando le stime di ebitda rettificato per il 2026 e il 2027 del 13 e del 14 per cento, per inrare l’acquisizione di Channell e il forte andamento registrato -3.

Un altro elemento di cautela, sottolineato nella nota, riguarda l’esposizione geografica del gruppo; la forte presenza negli Stati Uniti, che era stata uno dei motori della performance del titolo nel 2025, rappresenta in questa fase anche una lama a doppio taglio -3. La sensibilità a possibili cambiamenti nei dazi sui metalli, come dimostrato dalla volatilità registrata nello scorso anno a causa delle incertezze doganali che avevano creato shock sui prezzi di rame e alluminio, potrebbe tradursi in una maggiore volatilità del prezzo delle azioni nel breve termine, nonostante il sostegno dell’amministrazione Trump agli investimenti industriali domestici e alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale sia destinato a stimolare la domanda in una prospettiva temporale più ampia -2-4.

Il confronto con i competitor e le stime in vista dei conti

Il quadro tracciato da Berenberg, che invita alla selettività tra gli operatori del settore, vede dunque Nexans promossa a scelta preferenziale, con rating “buy” e target portato a 165 euro, grazie al rinnovamento del management e alla prospettiva di chiarezza sul dossier “Great Sea Interconnector” che aveva appesantito il titolo -8-9. Per NKT, invece, la valutazione resta più cauta (“hold”) con target a 745 corone danesi: nonostante un’esposizione pura e anticiclica alle infrastrutture di rete, la flessione del fatturato organico e i deflussi di cassa previsti per l’anno in corso potrebbero penalizzare il titolo -2-7.

Intanto, l’attenzione del mercato si sposta sui conti del quarto trimestre 2025, la cui approvazione da parte del consiglio di amministrazione è attesa per il 25 febbraio -3. Le previsioni degli analisti indicano ricavi per 5,045 miliardi, in crescita del 9 per cento su base organica e superiori al consensus fermo a 4,978 miliardi, mentre l’ebitda rettificato è atteso a 644 milioni, con un margine in linea con il trimestre precedente, al 14,8 per cento -3. Per l’intero esercizio 2025, la stima sull’utile per azione diluito si attesta a 4,50 euro, con un free cash flow di circa un miliardo, in crescita attesa a 1,27 miliardi per il 2026 -3.

La reazione del mercato e il nuovo accordo con Enedis

La notizia del downgrade ha immediatamente trovato riscontro nelle contrattazioni di Piazza Affari, dove il titolo Prysmian ha chiuso la seduta del 17 febbraio in calo del 2,74 per cento, portandosi a 96,46 euro, per poi proseguire la flessione nella seduta successiva in un contesto di listino principale in lieve ribasso -3-6. Un movimento che ha portato gli analisti di Equita, pur confermando la raccomandazione “hold” con target a 96 euro, a sottolineare come la forza relativa del titolo nella settimana sia diminuita, rendendolo potenzialmente più esposto all’azione dei venditori -6.

Proprio nella giornata del 17 febbraio, Prysmian ha comunicato la firma di un accordo quadro con Enedis, il principale gestore della rete elettrica francese, per la fornitura esclusiva di cavi di media tensione nel periodo 2026-2032, per un valore complessivo che può arrivare fino a 550 milioni di euro -6. Un’intesa che, secondo gli analisti di Equita, rafforza il posizionamento del gruppo nel mercato francese e migliora la visibilità della crescita attesa nel segmento Power Grid, sebbene l’impatto quantitativo sui ricavi nel breve termine sia giudicato limitato e non tale da modificare in modo significativo le stime sul gruppo -6.

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