Tram deragliato a Milano, la procura punta sull'errore umano: cellulare e cartelle cliniche del conducente al setaccio

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Milano, al fine di fare piena luce sulla dinamica che ha portato al deragliamento del Tramlink numero 9 in viale Vittorio Veneto – incidente costato la vita a due persone, Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky, e provocato 54 feriti –, ha deciso di affidare una consulenza tecnica d’eccezione. L’incarico è stato conferito al professor Fabrizio D’Errico, docente del Politecnico e stimato esperto in disastri ferroviari, lo stesso professionista che collaborò con i magistrati nell’inchiesta sulla strage di Pioltello del 2018. La sua nomina, in un contesto investigativo ancora dominato da numerosi punti interrogativi, suggerisce la volontà degli inquirenti di avvalersi di competenze altamente specializzate per analizzare ogni singolo frammento di prova, dalla cosiddetta scatola nera del convoglio ai più complessi risvolti tecnici legati alla dinamica del mezzo.

I primi rilievi eseguiti dalla polizia locale, va detto, sembrerebbero orientare le indagini verso una pista ben precisa. Lo scambio e la relativa lanterna luminosa, il segnale che indica la direzione delle rotaie, sono stati trovati perfettamente efficienti e funzionanti, così come il sistema di frenata di sicurezza di cui il tram, un modello di ultima generazione, è dotato. Quest’ultimo, in particolare, non ha mostrato segni di essersi attivato prima che il conducente perdesse il controllo del mezzo, il quale procedeva a una velocità prossima ai 50 chilometri orari, la massima consentita, per poi scarrocciare e andare a impattare violentemente contro un palazzo. L’assenza di anomalie tecniche riscontrate sui componenti cruciali, se da un lato esclude – almeno in questa fase – un guasto meccanico, dall’altro rafforza l’ipotesi, già caldeggiata da più parti, che alla base della tragedia vi possa essere un errore umano.

Le due piste al vaglio degli inquirenti: un malore improvviso o una fatale distrazione

L’attenzione degli investigatori, coordinati dal procuratore Marcello Viola e dalla pm Elisa Calanducci, si concentra ora sulla figura del conducente del tram, un uomo di sessant’anni con alle spalle oltre tre decenni di servizio in Atm e che, al momento, risulta l’unico indagato per i reati di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni. L’uomo, che ha sempre parlato di un malore accusato poco prima dello schianto – avrebbe riferito di un forte dolore a un piede, conseguenza di un urto accidentale, e di un successivo mancamento – dovrà ora confrontarsi con i dati oggettivi che emergeranno dalle analisi. Sarà fondamentale, in questo senso, l’esame dei tabulati del suo telefono cellulare, posto sotto sequestro per verificare se nei secondi antecedenti il deragliamento vi sia stata una qualunque attività, magari legata a una distrazione, che possa avergli impedito di azionare correttamente lo scambio e di mantenere la dovuta attenzione.

Parallelamente allo scrutinio del traffico telefonico, verranno passate al setaccio le cartelle cliniche del dipendente. L’obiettivo è quello di appurare, attraverso una consulenza medica, se egli abbia effettivamente sofferto di una sindrome vasovagale o di altri disturbi tali da causare una perdita di coscienza temporanea. Non va dimenticato, inoltre, che i filmati estrapolati dalle telecamere, sia quelle interne al mezzo (che non inquadrano però la cabina di guida per ragioni di privacy) sia quelle pubbliche posizionate all’incrocio, verranno incrociati con i dati della scatola nera. Quest'ultima, una sorta di testimone silenzioso ma implacabile, registra ogni input del convoglio: velocità, frenate, soste e, soprattutto, l’eventuale attivazione o meno dei sistemi di sicurezza come il cosiddetto “uomo morto”, un dispositivo che impone al conducente di premere un pulsante a intervalli regolari per dimostrare la sua vigilanza e che, in mancanza di tale pressione, aziona una frenata d’emergenza.

I nodi tecnici e la dinamica dell’impatto al vaglio del superconsulente

Oltre agli accertamenti di natura medico-legale e telefonica, un ruolo cruciale sarà giocato proprio dall’ingegner D’Errico e dai suoi prossimi accertamenti tecnici, definiti come irripetibili. Sarà lui, alla presenza dei consulenti nominati dalle parti, a dover stabilire con precisione la sequenza temporale degli eventi. Un passaggio chiave riguarda la velocità del tram al momento dell’innesto nello scambio che, invece di proseguire dritto in direzione di Porta Venezia, era erroneamente impostato per deviare a sinistra in via Lazzaretto. Una curva, quest’ultima, particolarmente stretta e che, come impongono le norme di sicurezza, dovrebbe essere percorsa a non più di dieci chilometri orari, una velocità di molto inferiore a quella stimata per il convoglio. L’analisi cinematica dovrà appunto chiarire se il mezzo abbia imboccato quella traiettoria a una velocità eccessiva, tale da provocare il deragliamento per forza centrifuga prima ancora dell’eventuale impatto.

C’è poi il nodo, tutt’altro che secondario, relativo al fatto che il tranviere, prima dell’incidente, non abbia lanciato alcun allarme né abbia comunicato con la centrale operativa di Atm. Le uniche due brevi telefonate interne, emerse dagli stessi tabulati, risultano essere state effettuate dopo il deragliamento: nella prima, l’uomo, in evidente stato di shock, si limita a comunicare “Male, male, mi sono fatto male... deragliamento”, mentre la seconda ha verosimilmente consentito di far scattare i soccorsi. Un silenzio, quello antecedente la tragedia, che stride con la possibilità di un malore progressivo e che, al contrario, potrebbe avvalorare l’ipotesi di una distrazione fatale, come l’invio di un messaggio. Saranno i dati della scatola nera e l’analisi del traffico dati del cellulare, se tecnicamente possibile, a dover fornire una risposta definitiva, offrendo un contributo determinante per comprendere le cause di uno dei più gravi incidenti della rete tranviaria milanese degli ultimi anni.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.