L'Italia torna sul mercato con un nuovo CCTeu e due Btp, dopo il collocamento dei Bot

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha avviato una nuova significativa tornata di emissioni del debito pubblico, che segue il recente e positivo collocamento dei Bot. Giovedì 27 novembre 2025, infatti, è prevista l’asta di un CCTeu, i cui proventi sono vincolati al programma Next Generation Eu, e di due diversi Btp, con scadenze distinte per intercettare la domanda degli investitori. L’operazione complessiva, la cui articolazione riflette una precisa strategia di diversificazione, mira a raccogliere risorse fresche per le casse dello Stato in un contesto di mercato che appare ricettivo, come dimostrato dall’esito dell’asta dei titoli a breve termine svoltasi il giorno precedente.

I dettagli del nuovo CCTeu aprile 2035

Il CCTeu in programma rappresenta una novità di rilievo, trattandosi della prima tranche di un’emissione a lungo termine che maturerà il 15 aprile 2035. Il tasso cedolare semestrale lordo, che è stato fissato all’1,468%, corrisponde a un tasso annualizzato del 2,903%; lo spread, elemento cardine per la determinazione del rendimento, si attesta allo 0,8%. L’ammontare complessivo dell’emissione oscillerà tra un minimo di 3,5 e un massimo di 4 miliardi di euro, a cui si aggiunge un’asta supplementare da 1,2 miliardi. La prima cedola, che gli investitori percepiranno il 15 aprile 2026, segnerà l’avvio del ciclo di pagamenti per questo strumento legato ai fondi europei.

I due Btp in asta: scadenze e rendimenti

Parallelamente al CCTeu, il Ministero propone due Btp con profili differenti. Il primo, che giunge alla sua quinta tranche, è il Btp febbraio 2031, il quale offre una cedola annuale lorda del 2,85% e un importo di emissione compreso tra i 2,25 e i 2,75 miliardi. Il secondo, più a lungo termine, è il Btp febbraio 2036, alla sua terza tranche, il quale assicura un tasso cedolare più elevato, pari al 3,45% lordo annuo, per un ammontare di collocamento analogo a quello del primo. Per entrambi i titoli è prevista un’asta supplementare da 550 milioni di euro ciascuno, portando così il potenziale importo totale raccolto dai due Btp a 5,5 miliardi.

Il contesto: il Bot semestrale e la quotazione al MOT

Questa articolata operazione di finanza pubblica si inserisce in un quadro reso favorevole dal recente collocamento dei Bot. Mercoledì 26 novembre, il Ministero ha infatti piazzato interamente l’offerta di 7,5 miliardi di euro del BOT semestrale con scadenza maggio 2026, il cui rendimento ha sfiorato il 2,05%, fronteggiando una domanda che si è attestata sui 10,73 miliardi. A partire dal giorno successivo, il medesimo titolo sarà ammesso alla quotazione sul Mercato Telematico delle Obbligazioni, garantendo così agli investitori un canale di negoziazione secondaria per uno strumento la cui circolazione complessiva, al 28 novembre, supera i 133 miliardi di euro.

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